Vivo qui da 14 mesi, quando sono arrivata ero incinta di sette mesi e non conoscevo praticamente nessuno.
Quando è arrivata Sveva, nonostante la felicità e il baby jazz, mi sono sentita veramente sola. Andavo in giro ogni giorno, da sola. Ero a casa, da sola. Non incontravo mai nessuno con cui chiacchierare se non in panetteria.
Per mesi ho pensato che non mi sarei mai sentita a casa mia e tanto valeva cambiare città. Avevo incontrato alcune mamme agli incontri della Leche League ma ci eravamo viste soltanto un paio di volte, non abbastanza per arrivare a frequentarci. Ma almeno quando ci incontravamo per strada si scambiavano quattro parole, anche se non era ancora abbastanza era già qualcosa.
Poi a gennaio una ragazza che conoscevo tramite la Leche League e che si occupa di maternità, mi ha chiamata avendo avuto il mio numero dalla mia consulente LLL e mi ha informata che il giovedì seguente sarebbe partito un gruppo per mamme e bambini, che si sarebbe tenuto a cadenza settimanale per due ore a casa sua e ogni settimana avrebbe avuto un tema diverso. Ovviamente ho detto di sì.
Sono trascorsi quattro mesi. Alcune mamme incontrate quel primo giovedì non si sono più viste, altre come me hanno continuato, un paio si sono aggiunte di recente grazie al passaparola e una di queste si è appena trasferita con il suo compagno e il loro bimbo di due mesi.
Ma ovviamente il tutto non si è fermato al giovedì mattina perchè siamo diventate amiche e ora, complice anche la bella stagione, ci troviamo appena possiamo, fuori o a casa di qualcuna a turno.
Stiamo per traslocare e la casa nuova è da pulire e tinteggiare. Essendo sola, senza la mia famiglia accanto, devo portare Sveva con me e ovviamente diventa tutto più lento e difficile. Ma mercoledì scorso F. è venuta a prendere Sveva alle 9 di mattina e l'ha tenuta con se fino alle 12, sono andate a spasso, han fatto colazione e io sono riuscita a fare un sacco di cose.
Ieri sono uscita e ho incontrato E. e insieme ai bimbi siamo andate a sederci al parco e a fare due chiacchiere. Poi verso l'ora di pranzo ci siamo incontrati A. e suo marito anche Mirko ha iniziato a conoscere qualcuno.
Le giornate non sembrano più tutte uguali e non attendo più il momento in cui arriverà Mirko la sera o in cui andrò dai miei per stare con qualcuno che abbia più di un anno.
Non solo, grazie al gruppo ho trovato anche un lavoretto e da settembre terrò il bimbo di S. ogni mattina per 5 ore e nel frattempo lo sto tenendo qualche ora a settimana.
E poi stamattina un messaggio.... visto che la prossima settimana avrò tanto da fare tra scatoloni e finire i lavori, L. mi fa sapere che terrebbe volentieri Sveva a casa sua per aiutarmi.
Mi sono commossa.
Perchè questo è il motivo per cui è nato il gruppo, non per incontrarci un paio d'ore a settimana ma per nutrire quella "placenta sociale", quella rete, di cui tutte abbiamo un gran bisogno e che è però difficile creare. Per trovare delle amiche.
E io posso dire di averle trovate e non potrei essere loro più grata di così.
Ci vogliono un po' di iniziativa e di coraggio per aprire le porte della propria casa a delle sconosciute. Però ne vale la pena e magari tra di voi c'è chi ha voglia di farlo. Credetemi, ne vale la pena!
La "placenta sociale"
Moderator: Paola
- Solange
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La "placenta sociale"
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[CENTER]www.mammedicorsa.blogspot.com
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[CENTER]Throw away your scale. Why should a number determine how you feel about yourself on any given day? And besides, scales are appropriate for fish, not women.
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- laste
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Brava Sole
Io ho avuto gli stessi tuoi problemi
Vengo dal veneto, appena trasferita qui ho avuto Ruggero e non conoscevo nessuno
La mia fortuna è stata conoscere al preparto una compaesana con cui mi sono frequentata molti mesi (prima che l'amicizia scoppiasse)
Frequentavo la ludoteca pubblica e gratuita, mi sono iscritta ad un gruppo di acquisto solidale, ho avuto la fortuna di avere 2 NM vicine con cui è nata una forte amicizia, infine Ruggero è entrato nella vita comunitaria e ormai siamo di casa
La verità è che occorre tempo per inserirsi in una comunià, qualcuno dice che per essere equivalente a uno nato e vissuto del posto passano anche 10 anni
E quando hai figli piccoli e sei sola a casa tutto il giorno questo non aiuta
Non resta che usufruire di iniziative come le tue (e le mie) che già sono una fortuna
Sono contenta per voi!
Io ho avuto gli stessi tuoi problemi
Vengo dal veneto, appena trasferita qui ho avuto Ruggero e non conoscevo nessuno
La mia fortuna è stata conoscere al preparto una compaesana con cui mi sono frequentata molti mesi (prima che l'amicizia scoppiasse)
Frequentavo la ludoteca pubblica e gratuita, mi sono iscritta ad un gruppo di acquisto solidale, ho avuto la fortuna di avere 2 NM vicine con cui è nata una forte amicizia, infine Ruggero è entrato nella vita comunitaria e ormai siamo di casa
La verità è che occorre tempo per inserirsi in una comunià, qualcuno dice che per essere equivalente a uno nato e vissuto del posto passano anche 10 anni
E quando hai figli piccoli e sei sola a casa tutto il giorno questo non aiuta
Non resta che usufruire di iniziative come le tue (e le mie) che già sono una fortuna
Sono contenta per voi!
Ruggero 8 maggio 2004,Dario 14 maggio 2007,Irene 17 dicembre 2010
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
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- Barbara.
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