L'ho appena letto su una rivista, e su un'altra di questo stesso mese c'era un articolo in cui si ironizzava pesantemente sui vari tipi di mamme "bimbocentriche" che sono state "eccessivamente" modificate dalla maternità, che non si limitano a descrivere se stesse "quelle di prima più un figlio" (tipo appendice tutto sommato irrilevante? :occhiodibue: ).
E nel primo articolo si diceva appunto che chi non ha provato il desiderio di lanciare il figlio neonato dalla finestra almeno 3 volte a settimana o di venderselo su ebay o di passarlo sul gas per vedere l'effetto che fa o si è rincoglionito del tutto oppure più probabilmente mente. Che la ripetitività dei gesti di accudimento disastra la qualità della vita, che allattare ogni 2 ore è da pazze, che se si accorre a ogni pianto non si fa neppure in tempo a sedersi sul divano prima di dover tornare alla culla (tenersi addosso il pupo sul divano no?).
Ora, io non discuto che i primi tempi possano essere duri, e sono più che convinta che non ci sia nulla di male, non si debba vergognarsi ma anzi chiedere aiuto. Mi domando però se sia davvero utile questo "spacciare" delle reazioni di esasperazione e malsopportazione croniche verso il proprio figlio neonato (che per me sarebbero appunto campanelli d'allarme sui quali basarsi per chiedere aiuto) per normali, e anzi universali e nobili (perchè chi non ha pensato certe cose è un rincoglionito). Serve a chi ha una dpp a farsi aiutare? Non credo, se alla fine stare male è la normalità, perchè mai uno dovrebbe curarsi? Serve alle donne incinte a prepararsi all'arrivo di un bebè? Secondo me no, per fortuna le cose possono andare molto diversamente, è mendace e anch un po' sadico spingerle a prepararsi al peggio.
Non dico che sarebbe giusto dipingere tutto rose e fioi perchè quasi niente lo è per tutto il tempo. Non dico che non sia in qualche modo giusto demistificare la maternità... però questi toni, e ne ho trovati dappertutto eh, questi luoghi comuni secondo cui pare davvero che essere mamme serene sia impossibile, che l'unico stato emotivo materno autentico sia l'esasperazione e la rabbia, io li trovo esagerati, e bugiardi. Perchè la "norma" non è mica che avere figli rovini la vita (e se lo si pensa basta non farli...).
Forse vivere bene i primi mesi è una fortuna, non dico di no. Ma perchè non dire che avere questa fortuna è possibile, che è più facile averla se si segue il proprio istinto, che se non la si ha si può chiedere una mano, invece che spacciare il messaggio che è impossibile essere felici occupandosi di un neonato? Mirano a farci tornare al lavoro prima? A farci fare (ancora) meno figli? Non mirano a niente ma pensano sinceramente che l'emancipazione passi per la de-maternizzazione (per me ad esempio è l'esatto opposto, trovo sia puro maschilisimo deridere la maternità)?
Voi articoli di questo tenore li trovate divertenti e liberatori, oppure vi lasciano un po' di amaro in bocca?
le mamme felici mentono
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Giulia1970
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A me lasciano l'amaro in bocca.
L'aiuto a chi è in difficoltà deve passare dal riconoscimento del possibile problema, dall'accettazione di quell'eventualità e dall'attivazione del sostegno alla mamma, NON dal denigrare la (pur possibile) serenità della mamma.
Mi era accaduto qualcosa di simile leggendo un capitolo del libro di Paola Maraone.
Il libro, che pure era gradevole e provvisto di pregi, aveva degli assoluti buttati lì a mo' di schiaffo, di cui avrei fatto volentieri a meno.
E ce n'è uno che mi aveva offesa, ripensando al mio istantaneo amore a prima vista per i miei bimbi appena nati (e non sono certo una madre che ha difficoltà a confessare sentimenti negativi o ambivalenti!). La Maraone diceva: IMPOSSIBILE innamorarsi subito del neonato. Chi vi dice che è così, sta mentendo.
Mi ha molto irritata.
Per la verità, è probabile che ci voglia tempo per il "bonding", ma ho trovato offensivo negare a quel modo, dando delle bugiarde alle mamme che l'hanno provata, una sensazione per me così spontanea e forte, che mi aveva fatto sentire bene.
L'aiuto a chi è in difficoltà deve passare dal riconoscimento del possibile problema, dall'accettazione di quell'eventualità e dall'attivazione del sostegno alla mamma, NON dal denigrare la (pur possibile) serenità della mamma.
Mi era accaduto qualcosa di simile leggendo un capitolo del libro di Paola Maraone.
Il libro, che pure era gradevole e provvisto di pregi, aveva degli assoluti buttati lì a mo' di schiaffo, di cui avrei fatto volentieri a meno.
E ce n'è uno che mi aveva offesa, ripensando al mio istantaneo amore a prima vista per i miei bimbi appena nati (e non sono certo una madre che ha difficoltà a confessare sentimenti negativi o ambivalenti!). La Maraone diceva: IMPOSSIBILE innamorarsi subito del neonato. Chi vi dice che è così, sta mentendo.
Mi ha molto irritata.
Per la verità, è probabile che ci voglia tempo per il "bonding", ma ho trovato offensivo negare a quel modo, dando delle bugiarde alle mamme che l'hanno provata, una sensazione per me così spontanea e forte, che mi aveva fatto sentire bene.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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