Quindi o mi aiutate voi oppure mi dite da chi devo andare e se devo andare.
E' evidente che io abbia due tipi di problemi con rachele:
-tendo a confrontarla con altri bimbi, in particolare sua cugina e amichetti
-il cibo
punto 1:
Avere mia nipote nata lo stesso giorno praticamente della kily ed avere un rapporto pressochè quotidiano, non aiuta.
Il confronto è all'ordine del giorno, nella mia testa.
E la kily, ahimè, ne esce sempre "perdente".
So che è un problema mio ma non so come affrontarlo.
A parte il carattere della kily, che mi piace un sacco e lo trovo davvero carino, dolce, divertente, per altre cose la vedo tanto più indietro, tanto più bimba, e un pò mi spiace.
A niente servono poi gli avvocati difensori della kily, che sono sempre dentro la mia testa che mi dicono:crescerà, imparerà, dalle tempo, ogni bimbo è a sè.
Non-serve.
Esattamente come quando kily e sua cugina erano piccole.
La kily era cicciosina, mia nipote non prendeva quasi latte ed era magrina.
Mia sorella ci stava malissimo, le metteva a confronto e soffriva.
Punto 2:
Il cibo.
Chi mi conosce sa quanto questa cosa mi faccia stare male.
La kily non mangia.
Prende ancora latte (3 poppate fisse) ma quasi null'altro.
Mi accorgo di caricare il pasto di un'ansia incredibile.
Spesso il momento del pranzo è teso, e anche se noi genitori facciamo finta di niente, l'occhio cade sempre sul suo piatto o comunque sul cibo, che immancabilmente, rimane intoccato.
L'umore, è palpabile, cambia.
Io comincio a trattarla in modo brusco, set sparecchia la tavola e sbatte le cose, io vado di là e faccio altro per evitare di farmi venire i lucciconi.
E' innegabile che per colpa del cibo casa nostra non sia più così allegra come prima.
Non so bene cosa fare, continuo a leggere qui il forum, continuo a leggere libri, ma non ne esco bene.
Sto abbastanza in ansia, è una cosa che mi turba e che la gente non capisce appieno perchè nessuno ha mai passato questa cosa.
Voi andreste da qualcuno?
E da chi?
O confidate che io ce la possa fare da sola?
E se si, come?
Io ho un problema
Moderator: Paola
- caterina
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Non lo so se tu possa trovare aiuto da qualcuno di "esterno", Cate.
Per la prima cosa, credo che i confronti siano una cosa umana. E anche sottosotto volere che i propri figli siano "meglio" degli altri. Ma non saprei dirti come fare a ridimensionare.
Nella tua vita, su di te e su gli altri, hanno contato sempre molto i "confronti"?
Per la seconda cosa, invece, trovo che sia assolutamente necessario che rivalutiate entrambi la situazione. Perché, ora lo ammetti, il momento del pasto è ANCORA ansioso. Mentre in un topic di qualche giorno fa, relativo all'aver mangiato dalla baby sitter, lo nascondevi un po'.
Io, è vero, non posso immaginare cosa possa voler dire per voi "subire" la situazione. Ma dovete rendervi conto che la Kily ha BISOGNO del vostro aiuto "indiretto" per prendere confidenza col cibo e con il momento del pasto. Indiretto nel senso che DOVETE eliminare questa componente ansiosa. Al momento è più importante questo che il fatto che mangi, davvero. Perché è un serpente che si morde la coda.
Per la prima cosa, credo che i confronti siano una cosa umana. E anche sottosotto volere che i propri figli siano "meglio" degli altri. Ma non saprei dirti come fare a ridimensionare.
Nella tua vita, su di te e su gli altri, hanno contato sempre molto i "confronti"?
Per la seconda cosa, invece, trovo che sia assolutamente necessario che rivalutiate entrambi la situazione. Perché, ora lo ammetti, il momento del pasto è ANCORA ansioso. Mentre in un topic di qualche giorno fa, relativo all'aver mangiato dalla baby sitter, lo nascondevi un po'.
Io, è vero, non posso immaginare cosa possa voler dire per voi "subire" la situazione. Ma dovete rendervi conto che la Kily ha BISOGNO del vostro aiuto "indiretto" per prendere confidenza col cibo e con il momento del pasto. Indiretto nel senso che DOVETE eliminare questa componente ansiosa. Al momento è più importante questo che il fatto che mangi, davvero. Perché è un serpente che si morde la coda.


"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

- lenina
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- Joined: Sun Feb 24, 2008 6:43 pm
- Contact:
Secondo me soprattutto per il discorso alimentazione parlarne con qualcuno non farebbe male.
Era il tuo timore da subito ricordo e sinceramente non riesco a vedere come un caso il fatto che ci siano "problemi" proprio in quel senso.
Ti parlo da mamma di un bimbo che ha iniziato a mangiare nel senso stretto della parola a 18 mesi e che spesso comunque ancora adesso (che non prende latte materno) lascia il piatto intonso.
Ricordo ancora una volta da Silvi che dovevamo preparare cena per lui e lei si stupì di quanto poco preparavo.
E naturalmente Lorenzo di quel poco ne mangiò metà (mentre andrea di quasi un anno in meno mangiò esattamente il doppio della mia dose iniziale)
Il fatto è che PER ME (per i nonni è diverso) non è davvero importante.
Credo davvero che non si lasci morire di fame (l'anoressia infantile è qualcosa di lontano sia da Rachele per come descrivi sia da Lorenzo per fortuna)
Credo davvero che in fondo mangi quello che gli serve.
Come credo davvero che la tua Rachele si nutra a sufficienza perchè altrimenti starebbe male.
Per me è la vitalità il termine che mi porta a dire se un bimbo sta bene o no, non quanto mangi.
Caricare il pasto di ansie secondo me fa percepire il pasto come un pericolo e di conseguenza porta più facilmente al rifiuto.
Parlarne con qualcuno male non fa.
Per i confronti temo siano inevitabili, assolutamente inutili eh, ma inevitabili.
Rachele è nella norma e la cuginetta è nella norma, ognuna con i suoi tempi
Attenzione che questi confronti non diventino poi del tipo "guarda come disegna bene lei" "guarda che bei voti prende lei"
Era il tuo timore da subito ricordo e sinceramente non riesco a vedere come un caso il fatto che ci siano "problemi" proprio in quel senso.
Ti parlo da mamma di un bimbo che ha iniziato a mangiare nel senso stretto della parola a 18 mesi e che spesso comunque ancora adesso (che non prende latte materno) lascia il piatto intonso.
Ricordo ancora una volta da Silvi che dovevamo preparare cena per lui e lei si stupì di quanto poco preparavo.
E naturalmente Lorenzo di quel poco ne mangiò metà (mentre andrea di quasi un anno in meno mangiò esattamente il doppio della mia dose iniziale)
Il fatto è che PER ME (per i nonni è diverso) non è davvero importante.
Credo davvero che non si lasci morire di fame (l'anoressia infantile è qualcosa di lontano sia da Rachele per come descrivi sia da Lorenzo per fortuna)
Credo davvero che in fondo mangi quello che gli serve.
Come credo davvero che la tua Rachele si nutra a sufficienza perchè altrimenti starebbe male.
Per me è la vitalità il termine che mi porta a dire se un bimbo sta bene o no, non quanto mangi.
Caricare il pasto di ansie secondo me fa percepire il pasto come un pericolo e di conseguenza porta più facilmente al rifiuto.
Parlarne con qualcuno male non fa.
Per i confronti temo siano inevitabili, assolutamente inutili eh, ma inevitabili.
Rachele è nella norma e la cuginetta è nella norma, ognuna con i suoi tempi
Attenzione che questi confronti non diventino poi del tipo "guarda come disegna bene lei" "guarda che bei voti prende lei"
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
