Charlot, il Titanic e le 18 ore più lunghe della mia vita

tizisciuto

Charlot, il Titanic e le 18 ore più lunghe della mia vita

Post by tizisciuto »

La sera del 6 dicembre di un anno fa, sdraiata a guardare un vecchio film ('The Great Dictator' con Charlie Chaplin) sento che Alessio si è (finalmente!) deciso a conoscermi... Ma dài??? Dopo soltanto 41 settimane e un giorno? Ed era ora, ‘gamberetto’!!!
A dire il vero, già da mezzogiorno avevo percepito che qualcosa stava cambiando dentro di me: stavo facendo la spesa al supermercato e lì, spingendo il carrello, lapalissiano come un lampo accecante... l' “inizio”. Inequivocabile! E' vero: lo riconosci; io non ci credevo, ma è così... Mi chiedevo: "Seee, e come si fa a capirlo?" Lo immaginavo come ...cosa? Uno splash? Un tunk? Un plop? ...Macchè, mica così; l'avevo anche letto in mille forum: per ognuna è differente; per me, è stato un lento 'fluire' -graduale e indolore- ma, *definitivamente*, era lui: l'inizio del nostro ‘distacco’, la fine della mia gravidanza, dei movimenti di Alessio da cavalluccio marino prima, da pesciolone poi, e da mulo imbestialito infine!!! :D ...Ora Alessio voleva venir fuori! Ma ...giusto giusto al supermercato? No... ero preparata: sapevo che ci sarebbero volute ore, prima del nostro primo vero abbraccio "extrapancionale" (povera illusa, non sapevo ancora che il pigrone ci avrebbe messo più di 24h!!!).

Non arrivo nemmeno a guardare la fine del film: avevo pronti i miei bagagli in auto già da un paio di settimane, in attesa di quel momento. Cosa rimaneva da fare? Ah, sì: un ultimo sguardo allo specchio, un ultimo sorriso al riflesso della Tizi incinta (che miracolo, la maternità!), un lungo monologo alla ‘stream of consciousness’ tra Me, Alessio e la Pancia (una sottospecie di Trinità, per più di nove mesi...); poi, una telefonata ai miei ("Non correte per strada, tranquilli, sono solo le acque. Per ora...") e, a bordo! “Dritti al Pronto Soccorso Ostetrico” –dico al padre di Alessio- “non vedo l'ora di prendere in braccio la Vita!”...
Lì mi registrano e ricoverano subito, anche se le contrazioni non sono quelle da travaglio attivo e malgrado la dilatazione sia ancora un miraggio; ma avevo fatto notare che le acque che perdevo erano leggermente tinte e la cosa non dev'essere piaciuta molto a nessuno di noi... Mentre sbrigo tutto l'ambaradam burocratico (...palleee!) arrivano i miei: ora sono al sicuro! ;) Davano il Titanic, quel sabato sera, alla TV: e che cavolo!!! Tutta quell'acqua... :D Io, invece, ho paura che Alessio rimanga ‘all'asciutto’ o, peggio, finisca per ingurgitarne un po'... e quella Rose che sputacchia dal ponte del transatlantico... ho deciso: ‘sto film è un'emerita cacata americana. Un'americanata... appunto. Ecco, appunto! ;)
Alla reception del reparto conosco Rossella, la dolcissima ostetrica di turno che speravo potesse essere quella che mi avrebbe assistita; ma Alessio me ne avrebbe fatte conoscere ben tre, in tre turni di lavoro diversi, visto che il suo desiderio di uscire, a quanto pare, per lui era solo ‘un desiderio’ e basta! :P Mi accompagnano in camera, doppia, e la ragazza che la divide con me ha da poco partorito due gemelli (parto cesareo); un po' la invidio: si è tolta il pensiero e si è anche risparmiata il calvario del travaglio. Chissà io...

Scendo in sala parto, dove ci monitorano entrambi: Ale sta meglio di me, visto che cominciano per me le prime fitte pazzesche che descriverò così, nell'ordine: le prime sei ore, dolori tipo ciclo mestruale (poco male, ci sono abituata!); le successive sei, pene stile purgatorio, aggravate dalla discopatia che ho riportato dopo un incidente stradale e dalla sciatalgia dell'ultimo mese di gravidanza (oh, mamma... vedo le stelleee!!!); le ultime sei allucinanti ore (o giorni???), fendenti lancinanti sempre più frequenti, modello spada che mi trapassa longitudinalmente e trasversalmente, dai reni alla punta dei piedi, con l’aggiunta di spilli arroventati che mi dilaniano a piacere, così, ‘ad muzzum’ (ecco, vedo la luce in fondo al tunnel!!! Seee, ma alle mie spalle!!!)
Eccoli qua, i biblici dolori della donna peccatrice (ecco il perchè di "putt**a Eva"!!!) mentre l'uomo peccatore si è solo goduto la mela, je pòsseno!!! “Ma, allora” -chiedo- “Alessio è pronto per nascere, no?” Una ginecologa mi controlla e mi informa che mio figlio se la sta spassando talmente nel vedermi soffrire, da voler vedere fino a che punto sua madre sia in grado di resistere... No, scherzo, ma quasi! Quel simpatico esserino non si è mosso di un millimetro, neanche dopo l'induzione con la "sparaovuli"!!! Ah, sììì? Ok, basta. Ho respirato come da manuale, ho sorriso a tutti rassicurando a destra e a manca che ce la potevo fare... adesso, stop al calvario: tagliatemi in due, prendete un'aspirapolvere e tirate fuori mio figlio da questo pancione con l'ombelico in rilievo come un oblò dispettoso, con il cui cordone Alessio si è praticamente ancorato e "imbracato", alla Reinhold Messner!

Dopo 18 ore di delirio (quella santa –subito!- di mia sorella, che è rimasta con me fino ai miei ultimi istanti prima della sala operatoria, ha ancora ricordi mooolto vividi dei miei occhi da ragazzina dell’Esorcista, della mia voce tipo L’Ululato e delle mie frasi alla Rain Man), l’èquipe –in sèguito ad aaampia consultazione- decide che sarebbe anche arrivato il momento del cesareo... Ma va’???
Vorrei andargli a prendere la lettiga io stessa per imbarellarmi da sola, rintontirmi con una craniata contro il pianeta e risvegliarmi con in braccio Alessio William Ruddle, ‘sti caaaa...! Ma, ormai, non riesco a muovere un solo muscolo; così, ringrazio tra i singhiozzi la dottoressa che mi ha appena graziata dal proseguire un’esperienza che –pensai io, nell’ultimo barlume di pseudolucidità- non ripeterò mai più: il ‘travaglio inutile’!
Bastano dieci minuti per trasportarmi in sala operatoria, depilarmi (a secco, ahiaaa!!!) e farmi contare fino a 20 dopo l’anestesia; e ho avuto l’impressione che fossero passati solo 5 secondi, da quell’istante al momento in cui mi hanno risvegliato dopo l’intervento. Ma eccolo... Alessio!!! Un sole, il Sole! Pieno, guancette rosee, pugnetti chiusi e unghiette perfette, occhietti grigio-azzurri semichiusi, capelli nerissimi sparati ovunque, e il mio odore... lo riconoscevo! Il mio odore da dentro, fragranza di vita e testimonianza dell’essere in due, adesso, ma pur sempre un’unica cosa: mamma e figlio!

Solo oggi riesco a scriverne: a dispetto del tono ironico con cui ho descritto la giornata più bella della mia esistenza, allora non ho vissuto benissimo la pre-nascita del mio cucciolo, non concependo nè accettando i protocolli ospedalieri che ti costringono a tempi e dolori che potrebbero essere evitati, accorciati o alleviati. Ma, con il senno di poi... cosa importa, se quegli occhietti oggi mi sorridono dal lettino, ogni mattina, e quei pugnetti si sono schiusi nell’accarezzarmi ogni giorno della nostra vita insieme? Non l’avrei mai detto, allora, ma... e che ben vengaaa! ;)
Auguri, 'sciatu miu'!!!
Tizi-mom
Claudiuccia

Post by Claudiuccia »

Bellissimo raccontooooooo!
Benvenuti nel forum, buon proseguimento :)
Ali

Post by Ali »

CHE RIDERE!!!!Congratulazioni
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