Oggi mi ha fatto giurare che le avrei preso un "gelato di leone!"
(forse pensando che i leoni, essendo così grossi, devono mangiare dei gelati giganteschi!)
Ce la siamo giocata così. Tu stai ferma e io ti compro il gelato.
Ha annuito, come fanno i bugiardi professionisti.
La parrucchiera, avvezza alla vivacità del topo, ha tentato in tutti i modi di braccarla su una sedia con rialzo, con grembiulini colorati e beccucci da pinzare ovunque.
Ma già dopo lo shampoo, la monella si guardava intorno per capire dove andare a combinare guai.

Le ho ricordato la promessa, mentre tentavo -senza svelare troppo l'orgoglio sbrodolante dalla mia macchina fotografica- di immortalarla con quella scritta sulla maglietta, "Angel", che non la rappresenta PER NIENTE.
Ha ottenuto di raccontare alla parrucchiera la sua giornata all'asilo.
E lì davvero mi sono chiesta come facciano le altre madri, quando portano in giro i propri figli, a non soffermarsi a guardarli con il sorriso che ti scappa proprio dalla bocca... Un sorriso che ha una vita sua, e mostra le gengive senza che tu lo voglia, e ti fa persino prendere caldo sotto le ascelle dalla felicità. Io mi accorgo, anche con imbarazzo, che devo sembrare dipendente da quel topo di mia figlia, che mi lancia un occhiolino e mi fa sentire un'innamorata alle prese con i bigliettini... Io gliene lancerei davvero, lì dove sono: in piedi, gongolante e misurata, in preda a una smisurata, incontenibile voglia di soffiarle un bacio di nascosto da tutti, quando solo io e lei ci guardiamo e ridiamo, e solo noi sappiamo perché.
Eppure non siamo sole. C'è gente che mi guarda, a cui vorrei dire "No, dico, ma l'hai sentita? Non è divertentissima?" e già mi scappa di ridere mentre lo penso.
E alla fine non faccio altro che ridere.
Lei si chiude nelle spalle, si lascia pettinare. Sfoglia riviste e chiede di farsi tingere i capelli di nero. Le dico che non si puo' e lei non è convinta per niente. La parrucchiera si assenta un attimo e lei subito mi riprende: "Vedi? È andata a prendere la pittura nera!
"...."

Si mettono in due. Una a tenerle la testa, l'altra a tagliare. La esortano a guardarsi la punta delle scarpe, per un taglio di precisione. A quel punto, lei le intontisce entrambe con la descrizione del rosa billante delle sue scarpe, e di come e quando le abbiamo acquistate, e che luccicano anche al buio!

È finita con una spesa di sedici euro.
Con un topo baldanzoso col carré biondo, che è entrato in auto con il suo gelato di leone. Ho chiuso la portiera, e me la sono portata a casa.
