Anna Freud: normalità e patologia del bambino.

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chiaretta_1974

Anna Freud: normalità e patologia del bambino.

Post by chiaretta_1974 »

Vi riporto alcuni pensieri di Anna (figlia di S. freud), psicanalista infantile che trascorse tutta la sua vita impegnata nell'osservazione dei comportamenti infantili.

Molto spesso, osservando un bambino qualsiasi e in special modo nostro figlio, ci chiediamo se un certo comportamento (o la sua assenza) siano normali per l'età cronologica della creatura.

Domanda legittima, specialmente perchè sorge spontanea da una mamma che di quel bimbo ha la responsabilità maturativa da ogni punto di vista: fisico, sociale, emozionale, cognitivo,...

Le maggiori preoccupazioni di ogni mamma sono appunto rivolte allo sviluppo.

Anna Freud sottolinea che per il bambino, essendo un essere in evoluzione e crescita, i paramentri di valutazione della normalità non possono essere gli stessi che per un adulto, che ha già terminato la sua crescita psicofisica.

Così, se per l'adulto possiamo in un certo modo valutare il ritardo attraverso il rilevamento di competenze acquisite (cosa sa fare/cosa non sa fare), per un bambino questo non ha molto senso, per i seguenti motivi:

Ogni bimbo segue un processo di crescita e formazione della personalità che è unico perchè si basa su tre componenti principali che x forza di cose appartengono solo a quel bambino: dotazione genetica (non esistono 2 individui ad avere lo stesso patrimonio congenito), ambiente (tutto ciò che circonda il bimbo in termini di persone, cose, stimoli), grado di maturazione raggiunto in quel momento dal bambino.

IL BAMBINO E' IN EVOLUZIONE FINO ALL'ETA' ADULTA ED I "SINTOMI" NON HANNO LO STESSO VALORE DI QUELLI PRESENTI NELL'ADULTO.

Nella valutazione quindi di presunti "disturbi" o "ritardi" di crescita (camminare, togliere pannolino, svezzarsi, ..) bisognerebbe osservare non tanto se sono presenti nel bimbo ma se egli, col passare del tempo, mostra segnali di cambiamento verso comportamenti più maturi.

Anna Freud perciò non ha mai stilato tabelle di crescita, ma ha solo approntato delle GENERALI LINEE EVOLUTIVE che riguardano i principali aspetti di crescita del bimbo.

Esse sono ad esempio (ve ne sono altre ma queste sono le principali):

DiPENDENZA --------------------------------------------AUTONOMIA
EGOCENTRISMO-----------------------------------------SOCIEVOLEZZA
ALLATTAMENTO------------------------------------------ALIMENTAZIONE
ASSENZA DI CONTR. SFINTERICO--------------------CONTR. SFINTERICO

La "normalità" è data non tanto da dove si posiziona il bimbo, ma:
1) DALLA SUA CAPACITA' DI AVANZARE LUNGO LA LINEA
2) DALL'ARMONIA TRA LE LINEE DELLO STESSO BAMBINO

Quindi, deducendo da questo, ogni mamma non dovrebbe tanto chiedersi se è normale che il bimbo faccia/non faccia un qualcosa, ma se dimostra, nel corso dei mesi, di progredire (con i suoi tempi), e se ci sono aspetti in cui non progredisce.

VALUTARE LA VIVACITA', L'INTERESSE, IL CAMBIAMENTO, L'INIZIATIVA, LA CAPACITA' DI RISPOSTE MODULATE E DIFFERENZIATE ALL'AMBIENTE, IL TIPO DI REAZIONI è molto più corretto che isolare un comportamento e valutarlo in sè e in relazione a scale evolutive costruite per la media dei bambini (utili x orientarsi è vero, ma non fondanti).


Ho cercato di scrivere nel modo più semplice che potevo, anche se la psicanalisi non si presta molto a semplificazioni, ma se mi sono spiegata male, rispiego se è il caso..
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Ambra
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Post by Ambra »

interessantisismo :bacio:
Ambra(13/04/1978)
Jari(03/07/2003)Leni(04/06/2006)
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http://amberinzombieland.blogspot.com
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Interessante.
L'acquisizione troppo precoce di alcuni di questi aspetti, in modo più o meno forzato (o anche spontaneo), può causare squilibri?
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