mi fanno male le tette
- Alessia M.
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- Joined: Thu Jan 17, 2008 4:27 pm
mi fanno male le tette
Lo so che è nato presto per lamentarsi, ma giulio ha imparato che ciucciare è bello ed io ho già i capezzoli dolorante soprattutto il sinistro e soprattutto all' attacco a parte latte e lanolina che metto spesso che altro posso fare per non aver voglia di smettere subito?
- Alessia
- Ambasciatore

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- Joined: Fri Feb 05, 2010 11:35 am
io con le croste ai capezzoli :testata: mettevo lanolina a tutta, dopo un po' fortunatamente sono passate, ma vedevo le stelle!
chiaramente anche a me è successo solo al secondo allattamento, col primo niente ragadi, questo forse perché se uno parte da esperto deve prendere la tranvata :cisssss:
chiaramente anche a me è successo solo al secondo allattamento, col primo niente ragadi, questo forse perché se uno parte da esperto deve prendere la tranvata :cisssss:
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)