io sul cibo sono abbastanza rilassata
se mangia mangia, se non mangia è uguale, assolutamente
(non offro comunque alterantive allettanti al pasto preparato per tutta la famiglia, che in ogni caso tiene sempre conto dei suoi gusti e delle sue preferenze)
però si mangia sempre e solo a tavola, mai sul divano davanti alla tv, mai mentre si gioca o si fa altro.
Il cibo richiede attenzione, non serve solo a riempire passivamente, voglio che lui sia consapevole di quello che mangia, di come lo mangia, di quanto ne mangia.
Amo la convivialità legata al cibo, trovo triste e poco salutare la solitudine del pasto, specialmente nei bambini (negli adulti spesso è una necessità organizzativa, ma la trovo comunque triste).
Ho passato una fase tra i 4 e gli 8 mesi di daniele in cui mi preoccupavo del fatto che prendesse pochissimo latte (e a 4 mesi non era neanche svezzato), dopo con lo svezzamento il latte lo rifiutava comunque ma almeno i 2 pasti di pappe li faceva con entusiasmo, quindi mi sono rilassata e il relax non mi è più passato
Come vi rapportate con i vostri figli in fatto di cibo?
Moderator: Paola
- Nat
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guarda il tuo discorso è gustolenina wrote:Ma il fatto è che se lei è geneticamente programmata per quella crescita potrebbe forse ingrassare (che è male) ma non crescere di più.
Sarebbe adipe non crescita vera :mumble:
ma è vero anche che se un bimbo programmato per una crescita alta (diciamo) e non mangia bene può anche darsi che non cresca bene
e "tu" come fai a sapere per che crescita è programmato?
non sempre dipende dall'altezza dei genitori
è istintivo per una mamma preoccuparsi per come cresce il figlio ed è un istinto che non va represso, il contrario semmai mi pare strano
- Nat
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ecco brava Lella!Lella wrote:Tutto vero lenina
c'è sempre tanto da imparare e informarsi anche sull'alimentazione
Però io lascerei alle mamme tranquillamente quel campanello d'allarme relativo all'alimentazione che varrà sempre, anche in adolescenza, e quando il non mangiare può diventare un segnale di protesta o ricatto affettivo.
Tutto sta nel dosare bene l'irrazionalità dell'ansia che mangi con l'obiettività di ciò che serve davvero al proprio figlio per crescere bene.