Morte annunciata

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Titty
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Post by Titty »

Speranza wrote:Ecco, ma già questo secondo me è diverso, è diverso mentire alle persone amate che poi, soprattutto se son giovani o comunque capaci di intendere, riescono a capire la menzogna negli occhi di chi amano e non capiscono molto spesso il perchè della menzogna stessa...
Speranza, io l'ho spiegato il perche, magari se vai a leggere quello che ho scritto capisci....

naturalmente ciò che ho scritto è ciò che ho provato io, sulla mia pelle.
"Ogni giorno lo sento battere questo cuore, lo vivo anche quando ne sono lontana, e piango e rido e mi emoziono e mi sento parte di questa vita.
Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"
( Viola52.)


" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )

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ziska
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Post by ziska »

Speranza wrote:E quegli uomini e quelle donne la notte ci chiamavano, a noi infermiere e c dicevano di tenergli la mano perchè mancava poco tempo e nemmeno le persone che amavano avevano il coraggio di dir loro la verità...
Io sono convinta che una persona che ha solo pochi mesi o giorni di vita se ne renda conto benissimo.

Il problema è che magari non lo vuole accettare. E allora, forse, parlarne con i propri cari può aiutare a rendere consapevoli, a "farsene una ragione" e magari anche a lottare di più.

Ed è comunque innegabile, secondo me, che quando tu sai che una persona che ami ha pochi mesi di vita, tu stesso la guardi con occhi diversi, agisci in modo diverso nei suoi confronti e se quella persona è ancora "consapevole" si rende conto benissimo del cambiamento che tu hai avuto nei suoi confronti...

Non so se sono riuscita ad esprimermi chiaramente.

Faccio un esempio, anche se è la situazione opposta:
quando mia mamma mi ha detto che aveva un tumore al seno (parlo comunque di un tumore ancora "preso in tempo", quindi con prospettive di vita alte) ha esordito dicendomi:
"Adesso ti dico una cosa e per favore non fare tragedie come fa tuo padre, se no mi pento di avertelo detto. Le tue sorelle ancora non lo sanno, lo dirò a Barbara (la + grande di noi) appena vado a trovarla, ma a Silvia (la + piccola) non lo voglio dire, perchè se no quella fa troppe storie ed io ho già altro a cui pensare, quindi promettimi di non dirglielo!"

Dalla premessa e dal suo sguardo io ho capito che c'era qualcosa di "grosso" ed ho iniziato a preoccuparmi seriamente. Ed effettivamente poi c'era da preoccuparsi. Lei ha fatto la "forte", facendomi quel discorso, ma la sua faccia l'ha tradita. E comunque parlarne le ha indubbiamente fatto bene, si è in un certo senso liberata di un peso.
Non vi dico invece quanto è stato difficile per me non rivelarlo alle mie sorelle e non erano loro le malate.

Per concludere, io sono convinta che non riuscirei a non dirlo alla persona malata, sono sicura che il mio comportamento mi tradirebbe;
Sono sicura che, se fossi io la malata, vorrei saperlo, perchè vorrei mettere a posto tutti i miei sospesi, vorrei poter dire che ho vissuto la mia vita fino all'ultimo.
Sono sicura anche che avrei una paura fottuta di morire e che non vivrei gli ultimi giorni con serenità, ma vorrei saperlo.
troppi_gatti

Post by troppi_gatti »

ma poi io mi chiedo..
con quale criterio a qualcuno lo si dice, e a qualcun altro no?

non parlo del malato, parlo dei parenti.

mio nonno non sapeva ufficialmete di stare morendo.
lo sapevano i miei cugini, gli altri suoi nipoti insomma.
che lo dissero a me.

che però non lo dovevo dire all'altra cugina, l'altra nipote.

ma perchè?
con che diritto tu che hai parlato coi medici per primo, stabilisci se io sono in grado di reggere la cosa o meno?
per quanto mi conosci? e se invece in una situazione così estrema mi rivelassi diversa da ciò che conosci da sempre, e volessi sapere?
è quindi forse sempre necessario parlarne in "tempo di salute"?
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