Io invece credo che di mamme veramente attente ai bisogni veri dei loro bambini oggi non ce ne siano poi tantissime.
O meglio, si sta attente al vestito, alla pulizia, al gioco. Ma queste cose sono solo la punta dell'iceberg dei "problemi" di un bambino.
E' però molto più difficile rispondere ai bisogni meno facilmente decifrabili, quelli che passano attraverso il canale della comunicazione non verbale, o del gioco simbolico.
Ci tengo a precisare che il mio non è un giudizio moralistico, ma semplicemente la conclusione cui sono giunta lavorando all'asilo nido.
Mamme troppo ...
Moderator: Paola
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Elena3wp
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- Joined: Mon Jan 25, 2010 2:11 pm
io preferisco essere attenta e percepire i segnali di mia figlia e poi gestirli.
"lasciar crescere" o lasciare andare deve essere a mio modo consapevole.
Sicuramente però il confronto con i nostri genitori è il primo banco di prova da cui attingiamo in positivo o in negativo, secondo me sempre da lì anche non consapevolmente si parte
"lasciar crescere" o lasciare andare deve essere a mio modo consapevole.
Sicuramente però il confronto con i nostri genitori è il primo banco di prova da cui attingiamo in positivo o in negativo, secondo me sempre da lì anche non consapevolmente si parte
Emma stellina! 12/02/2008
"...ti direi hai ancora voglia di nuotare in questo mare...(Litfiba)"
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Cielilimpidi
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- Joined: Fri May 28, 2010 11:45 pm
Sapete cosa? che io fondamentalmente penso che le ultime 2/3 generazioni, a scemare, siano state troppo protette nei confronti della vita. Perchè la vita è difficile, non c'è la pappa pronta, da adulti non incontreremo sempre persone disposte ad ascoltarci (e non voglio dire che non bisogna ascoltare i propri figli, anzi, secondo me è fondamentale!) e il mondo "vero", quello fuori dalle sicure pareti di casa, è molto diverso da quello che troppo spesso noi dipingiamo ai nostri figli.
Ricordo quando ero ragazzina io, parliamo di 20/25 anni fa. Tante mamme di mie amiche giustificavano certe cose con "Io non ho avuto nulla, voglio che i miei figli abbiano tutto". E non la trovavo una motivazione giusta per dare qualsiasi cosa ai figli, parlo di cose materiali ovviamente. Non trovo giusto ed educativo accontentare i figli in tutto e per tutto, fare ottenere loro qualsiasi cosa con il minimo sforzo se non senza sforzo alcuno.
Ecco, si, penso che i cosiddetti "giovani di oggi", tanto per generalizzare, troppo spesso non abbiano i mezzi per fronteggiare certe situazioni e non abbiano una prospettiva "giusta" rispetto agli obiettivi da porsi e lo sforzo necessario per arrivare a tali obiettivi.
Io ho iniziato a lavorare la stagione a 14 anni, mi sono guadagnata i miei bei soldini, sempre. Ho fatto dalla barista alla cameriera ai piani anche se avevo il diploma, anche se parlavo 4 lingue. Non mi sono mai rifiutata di lavorare "perchè ho studiato per avere il diploma, io le pulizie non le vado a fare". Ho sentito dei colloqui durante i quali ragazzotti al primo impiego, senza arte né parte, di fronte ad un possibile posto a tempo indeterminato a Montecarlo storgevano il naso perchè l'orario normale era fino alle 19 e non sarebbe stato possibile uscire tutte le sere. Potevano permettersi di dire di no, tanto mamma e papà avrebbero continuato a sponsorizzare l'auto, la benzina e i soldi per andare per locali tutte le sere. Penso che un sottile senso di colpa per il troppo lavoro, per la poca attenzione, la scarsa presenza porti e abbia portato tanti genitori a non dire di no anche quando sarebbe stato necessario e giusto.
secondo me bisogna chiedersi cosa sia realmente un bisogno e cosa possa essere sorvolato, spostato ad un altro momento o semplicemente lasciato al figlio da sbrigare. Si, a volte secondo me bisogna lasciarli un po' nella loro bagna e vedere cosa fanno, indirizzarli, magari, ma non risolvere in toto il problema. Se no non impareranno mai.
Ricordo quando ero ragazzina io, parliamo di 20/25 anni fa. Tante mamme di mie amiche giustificavano certe cose con "Io non ho avuto nulla, voglio che i miei figli abbiano tutto". E non la trovavo una motivazione giusta per dare qualsiasi cosa ai figli, parlo di cose materiali ovviamente. Non trovo giusto ed educativo accontentare i figli in tutto e per tutto, fare ottenere loro qualsiasi cosa con il minimo sforzo se non senza sforzo alcuno.
Ecco, si, penso che i cosiddetti "giovani di oggi", tanto per generalizzare, troppo spesso non abbiano i mezzi per fronteggiare certe situazioni e non abbiano una prospettiva "giusta" rispetto agli obiettivi da porsi e lo sforzo necessario per arrivare a tali obiettivi.
Io ho iniziato a lavorare la stagione a 14 anni, mi sono guadagnata i miei bei soldini, sempre. Ho fatto dalla barista alla cameriera ai piani anche se avevo il diploma, anche se parlavo 4 lingue. Non mi sono mai rifiutata di lavorare "perchè ho studiato per avere il diploma, io le pulizie non le vado a fare". Ho sentito dei colloqui durante i quali ragazzotti al primo impiego, senza arte né parte, di fronte ad un possibile posto a tempo indeterminato a Montecarlo storgevano il naso perchè l'orario normale era fino alle 19 e non sarebbe stato possibile uscire tutte le sere. Potevano permettersi di dire di no, tanto mamma e papà avrebbero continuato a sponsorizzare l'auto, la benzina e i soldi per andare per locali tutte le sere. Penso che un sottile senso di colpa per il troppo lavoro, per la poca attenzione, la scarsa presenza porti e abbia portato tanti genitori a non dire di no anche quando sarebbe stato necessario e giusto.
secondo me bisogna chiedersi cosa sia realmente un bisogno e cosa possa essere sorvolato, spostato ad un altro momento o semplicemente lasciato al figlio da sbrigare. Si, a volte secondo me bisogna lasciarli un po' nella loro bagna e vedere cosa fanno, indirizzarli, magari, ma non risolvere in toto il problema. Se no non impareranno mai.
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