sì questo è sicuramente un putno cruciale dell'esperienza nidoTpt wrote:Diciamo che ci sono pro e contro, almeno a mio avviso.
Sicuramente il bambino ha modo di socializzare con i coetanei ed è cosa buona.
Lo è anche dal punto di vista del periodo veglia/sonno. Un bambino che "riesce" ad addormentarsi in un ambiente per lui nuovo (il nido) comprende che tra gli adulti può sentirsi sicuro. Questo permettersi di "staccare la spina" è sicuramente un passo importante nella sua crescita.
Ha ragione chi ha scritto che sarebbe potuto capitare anche tra le mura domestiche, comunque.
Quel che invece del nido mi lascia perplessa è appunto il problema legato ai periodi di malattia del bambino. Come gestirla? Quando io lavoravo non mi sarei mai e poi mai potuta permettere di stare a casa per una banale influenza (ovvio, per cose più gravi certamente si!).
Inoltre, alcuni nidi pubblici chiudono in occasione di festività come la S. Pasqua, il Natale, e per un lungo periodo durante l'estate.
Ed allora come si fa?
Io non ho mai tenuto in considerazione l'opzione nido proprio per questo ...
anzi del PRIMO anno di nido, perchè - da quello che ho visto - spesso il secondo anno fila molto più liscio
noi abbiamo una babysitter che viene a richiesta, è una studentessa che non se la sente di lavorare a tempo pieno perchè deve studiare, quindi le va bene venire di tanto in tanto e guadagnare qualcosina
quindi di norma, il primo giorno di malattia sto a casa io (uso le ferie) e poi sta la babysitter; anche se ad esempio per la varicella di Dodi, che aveva febbre alta, rimasi a casa 3 giorni; insomma dipende


