stare tranquilli e rispettare i tempi del bimbo non significa ovviamente non preoccuparsi se è il caso. Per Lorenzo sono stata alcune volte dalla logopedista e una volta dalla psicologa: mi hanno chiarito i dubbi e mi hanno dato qualche dritta su come agire quando si presentava la difficoltà.
Informarsi è un ottima cosa, sentire il parere di un esperto lo è altrettanto anche perchè situazioni di immaturità reale esistono ed è sempre meglio conoscerle per affrontarle nel modo migliore.
Anna Freud: normalità e patologia del bambino.
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Re: Anna Freud: normalità e patologia del bambino.
senti, la precocità dei primi l'abbiam pagata a caro prezzo io e te (abbiamo i primogeniti stagionalmente inceppanti nella balbuzie) facciamo che i secondi ci diano meno soddisfazioni coi congiuntivi, poche parole semplici ma tutte d'un fiato verso i tre anni! ahhahahRie wrote:Questo dovrei stamparmelo e appenderlo in camera!chiaretta_1974 wrote: Quindi, deducendo da questo, ogni mamma non dovrebbe tanto chiedersi se è normale che il bimbo faccia/non faccia un qualcosa, ma se dimostra, nel corso dei mesi, di progredire (con i suoi tempi), e se ci sono aspetti in cui non progredisce.
Diciamo che non sono riuscita a non farmi la classica domanda sulla normalità, per Federico che ha due anni ed è molto indietro con il linguaggio, con progressi a passo di lumaca e un abisso fra lui e il fratello maggiore alla sua età. Ma almeno ho cercato la risposta in letture e conferenze varie e mi sono calmata. Per ora lo aspetto.
Se a tre anni è ancora così lo sbatto dalla neuropsichiatra e dalla logopedista ahahah!
Grazie di questo interessante post, Chiara!
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