Chloe83 wrote:E te lo ripeto: è quel tuo "si valuta la possibilità di farlo chiamare" che mi fa drizzare i capelli. Quel tuo "in evidente stato d malessere che non riusciamo a calmare". Ti deve supplicare, un bambino, per chiamare casa sua? Siccome non mi va affatto che mio figlio debba ridursi a supplicarti e rimettersi alla tua valutazione (che tu reputi infallibile, io no, visto che non reputo infllibile nemmeno le mie vlutazioni di madre) per strapparti un suo diritto, lo metterei in condizione di potermi chiamare autonomamente, senza doversi sottomettere a te.
Sottomettere??
Magari spero che un insegnante sia abbastanza sensibile e intelligente da cogliere la gravità di un disagio senza le suppliche, e soprattutto da valutare a livello di gruppo una cosa del genere:
Pandina wrote:Inevitabilmente anche quello che avrebbe anche evitato di chiamare senza problema alcuno, si lascia influenzare dall'amichetta che non appena sente la mamma (che magari ha pure il tono di voce angosciato al telefono) scoppia in lacrime, ne consegue che questa influenza fra amichetti porta ad una destabilizzazione del gruppo.
Partiamo da un gruppo tranquillo e ben coeso e ci ritroviamo un gruppo con il pensiero a casa e con i lacrimoni e la botta di nostralgia. La ripresa delle attività serali ne risente, il clima ne risente, la coesione ne risente.
La perdita di tempo è evidente, soprattutto se un docente deve gestire la fila dal telefono fisso e prendere nota di chi ha chiamato, chi no, chi deve richiamare perché ha trovato occupato eccetera. Poi c'è la perdita di tempo nel far tornare in armonia il gruppo. La qualità di quell'ora (minimo) per telefonare e ciò che ne consegue è decisamente su un altro livello.
Poi il trauma non ti piace come termine... vogliamo chiamarlo disagio?
E dunque?
Il disagio NON deve fare parte dell'esperienza collettiva-scolastica in generale?
Che dire?
Ti auguro una figlia che non ne viva mai.
Ma alle elementari, vedendo mio figlio e anche altri, il disagio CAPITA e ha una connotazione di crisi-superamento della crisi che davvero non riesco a leggere come abuso dell'insegnante. Ed è ampiamente controbilanciato dalle dinamiche positive del gruppo.
A meno che abuso non sia sul serio. La mancata accettazione della proposta "telefonista" per me non lo è.