e quoto tanto anche questoTeresa wrote:si lo so, immagino. Ho capito.
Diciamo che anche per me l'esempio e' sulla borsa.
Quello che proprio non condivido, in linea del tutto generale, e' l'idea che un genitore lavori e quindi ha il diritto a togliersi lo sfizio.
Mentre un figlio deve aspettare di guadagnare i suoi soldi.
Questo non lo condivido.
Ho ricevuto un esempio di vita del tutto contrario e questo mi porta a replicare consapevolmente l'atteggiamento verso le mie bambine.
Tanto piu' che il sacrificio di un genitore che lavora e' (nella mia idea consistente di famiglia) un sacrificio collettivo.
Io lavoro e so di sacrificare tutta la famiglia ai miei tempi di madre part time.
Mio marito lavora e sa di sacrificare tutta la famiglia per i suoi tempi di padre e marito part time.
Il sacrificio lo facciamo tutti, anche l'assenza e' un sacrificio che va ricompensato.
Poi, e' chiaro, che diverso e' per un figlio che non PUO' lavorare (vedi adolescenti)
e un figlio che NON vuol lavorare (semiadulti senza motivazioni e ambizioni e sogni)
Ma in questo sono ottimista e non riesco ad immaginarmi madre di un adolescente atarassico e privo di iniziative.
A proposito di ragazzine.....
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Se legge queste cose il Nano, gli si spezza il cuore.Cos73 wrote:e in effetti il computer ti dà la possibilità di fare e imparare
Irene inizialmente le lettere le ha imparate sul wordpad
non è un oggetto fine a se stesso e non è che spedendo un decimo ne avresti uno altrettanto funzionante
Comunque concordo con Teresa che sarei più indulgente a 17 anni che con una donna adulta, come adesso sono stata indulgente sulle Lelly Kelly anche se mi fanno schifo e le disapprovo,
penso di insegnarle di più a farle vedere che io mi metto scarpe comode, ad esempio, e a farle provare come si sta a stare scomodi, che facendo la lezioncina e negandole la soddisfazione di averle.
