si lo so, immagino. Ho capito.caterina wrote:Oddio naturalmente prima ho parlato di esempio.
E' chiaro che per me il "troppo" va dosato a ualsiasi età.
Non è che io mi compro la borsa griffata e me la rigiro e a te vado al mercato e ti dò 5 euro.
No, l'esempio passa attraverso i gesti.
Se io valuto che no, 500 euro per te non li spendo, magari li spendo per me una volta all'anno (comunque mai successo tranne che per pc portatile e automobile).
E ti spiego che io mi faccio un culo così e questo regalino me lo faccio ogni tot anni.
Ma che non è automatico che la gente spenda così tanto per un capo, una borsa o chissà che altro.
Diciamo che anche per me l'esempio e' sulla borsa.
Quello che proprio non condivido, in linea del tutto generale, e' l'idea che un genitore lavori e quindi ha il diritto a togliersi lo sfizio.
Mentre un figlio deve aspettare di guadagnare i suoi soldi.
Questo non lo condivido.
Ho ricevuto un esempio di vita del tutto contrario e questo mi porta a replicare consapevolmente l'atteggiamento verso le mie bambine.
Tanto piu' che il sacrificio di un genitore che lavora e' (nella mia idea consistente di famiglia) un sacrificio collettivo.
Io lavoro e so di sacrificare tutta la famiglia ai miei tempi di madre part time.
Mio marito lavora e sa di sacrificare tutta la famiglia per i suoi tempi di padre e marito part time.
Il sacrificio lo facciamo tutti, anche l'assenza e' un sacrificio che va ricompensato.
Poi, e' chiaro, che diverso e' per un figlio che non PUO' lavorare (vedi adolescenti)
e un figlio che NON vuol lavorare (semiadulti senza motivazioni e ambizioni e sogni)
Ma in questo sono ottimista e non riesco ad immaginarmi madre di un adolescente atarassico e privo di iniziative.
