Per i genitori vietato telefonare

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Gwen

Post by Gwen »

Chloe83 wrote: La scuola NON è educazione familiare. Non sta alla maestra decidere quando e come mio figli deve affrontare determinate tappe di crescita, non sta a lei nemmeno stabilire quali debbano essere queste tappe di crescita e non ha nemmeno mezzo diritto di FORZARE un bambino a fare quello che lei desidera per evitarsi un SUO sbattimento. Che faccia il suo lavoro, che già è sufficientemente difficile senza pretese di allargarsi. Il suo lavoro NON è stabilire sulla base del suo fiuto infallibile chi ha bisogno di chiamare e chi no, quando si ha diritto di parlare con la mamma e quando no, quando si è "cresciuti abbastanza da non farlo ma poi che tristezza infinita, crescere per voi vuol dire chiudere il dialogo con la famiglia d'origine? Bello schifo...)
già perchè finora alla telefonata d'albergo si è risposto solo con un "non ce la fanno le maestre, perdono due ore, le tolgono alle attività didattiche,ci sono bambini le cui famiglie non possono permettersi di pagare la telefonata"

le soluzioni a questi punti sono state già date ma vengono ignorate :mumble:
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Rie
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Post by Rie »

Nooo, Gwen, mica voglio litigare ahaha!
Anzi, mi interessa leggere impostazioni differenti dalla mia, in te così come in Cos e Lenina, in questa e altre discussioni.
Cos73 wrote:
Il tutto chiaramente ha delle sfumature: più sono grandi e davvero capaci di superare il distacco, e più è valido il secondo punto di vista. Sotto una certa età per me è presto per restare separati dai genitori in un contesto simile (mio fratello, che poi è stato in gita regolarmente come tutti gli altri, a 8 anni partecipò a un ritiro di tipo religioso diciamo, coi compagni di catechismo, e la sera dovettero andarlo a riprendere... fosse stato lontano come si è per una gita, sarebbe dovuto rimanere lì ma ne avrebbe sofferto un sacco e non credo che una esperienza di questo tipo sia di crescita e positiva. Non è affatto scontato.)
Ok, diciamo che è un'esperienza negativa.
E allora?
Io non riesco a vedere, a differenza di voi, la catastrofe della cosa.

SE dovessi avere un figlio che non reputo adatto a un'esperienza che tutti fanno in maniera grave lo sottraggo a priori (l'hanno fatto i miei genitori ritirandomi dall'asilo!); SE non mi fido degli educatori il figlio non lo lascio andare (mi rifiuto di mandare Alex all'oratorio estivo con "educatori" ragazzini, preferisco supplicare i nonni o svenarmi per strutture private che mi danno l'affidamento che cerco).
Se invece per pochi giorni di gita con maestro contrario alle telefonate (per ragioni sue di cui, esposte le mie e rifiutate le mie, prendo atto) mi sento di tentare sperando in bene e fallisco/falliamo, mi spiegate quale danno così irreparabile arreco al figlio?
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
Gwen

Post by Gwen »

Nat wrote:io non ho capito...
ma secondo te c'è questo distacco drastico?
non sono le eccezioni i bimbi che hanno qualche problema in questo senso?

mi sembra che normalmente (in genere) neanche si discute questa cosa, perchè la maggior parte dei bimbi non sente l'esigenza di telefonare a casa
mi sbaglio?
io non lo so Nat, da che ricordo io nelle gite di me bambina invece la maggioranza voleva sentire casa, e le maestre si organizzavano per permetterlo a tutti, e non mi pare che ci fossero problemi organizzativi.

Per me il distacco drastico c'è, a maggior ragione se è la prima gita (non è il caso di Lella parlo in generale) perchè dormire fuori casa è giù un gran passo, magari sembra sciocco a noi adulti ma per i bambini non è così.
Il distacco è drastico se si recide ogni legame con casa, anche la telefonata, per partito preso.

E poi cosa vuol dire che la maestra decide?
In base a cosa non si sa, perchè la sua percezione potrebbe fallire, perchè alcuni bambini non mostrano i disagi che avvertono, perchè permettendolo solo ad alcuni a volte si innesca lo spiacevole sistema di "pure io, pure io", e si potrebbe creare quella famosa destabilizzazione che si attribuiva alla nostalgia scaturita dalla telefonata.

Secondo me non è sempre vero che i bambini non vogliono sentire i genitori.
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