Se dò ad entrambi secondo le *loro* necessità,Gwen wrote:Ma se un figlio ha bisogno che tu lo accompagni a fare sport e pure dei compiti e magari pure un'altra cosa e l'altro non chiede niente e quindi tutto sto tempo e attenzione non la ha c'è una gigantesca sproporzione di tempo ed attenzione ed esigenze o meno diverse per me è ingiusto!
e uno dei due ha bisogni molto più grandi dell'altro,
perché ingiusto?
Non potrebbe al contrario essere visto come un colmare le diversità iniziali e *ristabilire* l'equità?
(chessò, casi estremi con un fratello molto indipendente/autonomo, e l'altro che fa molta fatica in tutto)
Per me l'amore tra fratelli passa anche dall'essere capace di vedere i bisogni dell'altro, dal *volerlo* aiutare e dal volere il suo bene quanto il mio,Gwen wrote:ma non capisco perchè la perfetta equità pratica debba in qualche modo minare l'amore tra fratelli
anzi secondo me lo rinforza perchè toglie di mezzo molti motivi di screzio e incomprensioni e sofferenze.
quindi in quest'ottica le "divisioni" nn sono motivi di screzio, ma decisioni di comune accordo per il bene comune...
(oltre al fatto che la "perfetta equità" non può esistere in famiglia, perché un patrimonio da conto corrente lo posso anche dividere in parti uguali, ma tempo, indole, attività e beni materiali di genere "non liquidità" non potranno mai essere spartite "equamente", perché è tutto estremamente soggettivo, come secondo me giustamente dice Veruz)
