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CLAUDIA69 wrote:scusa Los ma quando trovi allora il tempo di dialogare coi tuoi figli?
ho scritto che a casa, normalmente, si cenava e si cena assieme.
Contesto il fatto di restare a tavola quando si va fuori o si hanno inviti, durante cene che si protraggono a lungo e che annoiano i ragazzi (e ogni tanto pure gli adulti)
losbanos wrote:ho scritto che a casa, normalmente, si cenava e si cena assieme.
Contesto il fatto di restare a tavola quando si va fuori o si hanno inviti, durante cene che si protraggono a lungo e che annoiano i ragazzi (e ogni tanto pure gli adulti)
ok ho capito la tirata d'orecchie forse sono stata un pò esagerata!
Non riesco a leggere tutto.
Spiego meglio il mio concetto.
Io trovo limitativo pensare (come sento spesso dire) al pasto come "l'unico momento in cui si è tutti assieme" "l'unico momento in cui si può parlare"
Per me il pasto ha un valore nutritivo.
Si mangia perchè bisogna nutrirsi, se si può farlo assieme va benissimo.
Ma non lo vedo alla base della comunicazione familiare.
In Svezia per quanto ho potuto vedere chi arriva a casa mangia.
Non è necessario mangiare tutti assieme.
E così so che è in media nei paesi nordici, poi ci sono le occasioni ma non è detto che sia un obbligo fisso come spesso è vissuto qua.
Credo sia appunto una cosa fortemente culturale il dover mangiare tutti intorno alla tavola spesso a orari più o meno fissi che devono coincidere per tutti.
Non dico sia un male eh, se possibile in compagnia si mangia anche meglio (e pure di più che non sempre è bene) però non penso che una famiglia che non abbia il rito del pasto sia una famiglia che non comunica (come spesso si fa passare)
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"