Padri

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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Gwen wrote: qui però mi pare che non si parli nemmeno più tanto di aiuto materiale, e poi a me fa girare le palle il discorso dell'"aiutare" la mamma.
Ok, c'è l'allattamento, ok c'è l'attaccamento del neonato alla mamma, ma non è che si aiuti la mamma, ci si occupa del figlio, e perchè in maniera indiretta?
E perchè non invece in modo diretto?
E perchè il ruolo di mamma deve potersi sviluppare in tutte le sue forme e quello del padre no?.
Calmina, te le fai girare un po troppo facilmente ste palle, tu.
io ho portato la mia esperienza ed il mio modo di vedere la cosa, non lo condividi? amen, ci sopravviverò.
Tra l'altro non ho ben chiaro cosa intendi per "ruoli interscambiabili", quando la seconda aveva 6 mesi e mia madre ha dovuto fare un intervento, ho fatto la prima notte in ospedale accanto a lei, al mattino dopo ho trovato mio marito con i capelli dritti in testa, e la piccola stremata dal piangere.
ovvio che dipende anche dall'attività extra-domestica, mio marito mancava per molte ore del giorno, e come lui molti padri, mi sembra logico che non si stabilisse un rapporto di totale abbandono da parte della piccola nei confronti del padre.
Tutto è sempre finalizzato al benessere psico-fisico del bambino, e non credo che la mamma possa essere interscambiabile col papà, perché c'è sempre un filo indiretto tra madre e figlio, che si distacca completamente, verso la fine dei 2 anni, e questo filo non è a tre ma a due, per cui ben venga tutta la collaborazione dei padri, ma se la loro figura può anche mancare senza fare grossi danni, quella della mamma è totalmente insostituibile.
e considera che mio marito è stato un papà abbastanza collaborativo, non si è mai fatto problemi a cambiarli, metterli a dormire, aiutarmi nel bagnetto, ma se piangevano, andava nel pallone perché diceva che non gli era chiaro cosa volessero.
se per te le cose sono andate diversamente, buon per te, la mia esperienza è stata questa, che non la passo per regola fissa, ma soggettiva alla mia famiglia.
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

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Lella
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Post by Lella »

Gwen wrote:Quoto.

Sì mi ricordo di quella discussione, non capivo allora, e continuo a non capire cosa voglia dire avere un ruolo diverso nell'educazione.
Al di là della gestione pratica pannolini/pappa ecc.
io e mio marito decidiamo esattamente insieme come gestire OGNI ambito educativo della nana.
Non capisco proprio in base a quale criterio si dividano gli ambiti educativi :mumble:
No so che dirti di più, io il ruolo diverso negli approcci educativi e di accompagnamento alla crescita l'ho vissuta sia da figlia e lo vivo come madre.
Magari uno psicologo dell'età evolutiva o qualche altro specialista
potrà spiegarti meglio la differenza.
L'uomo e la donna sono diversi, non so a me sembra così un'ovvietà
che mi sembra strano dover spiegare il perchè, bah!
CARPE DIEM
Gwen

Post by Gwen »

viola 52 wrote:Calmina, te le fai girare un po troppo facilmente ste palle, tu.
io ho portato la mia esperienza ed il mio modo di vedere la cosa, non lo condividi? amen, ci sopravviverò.
Tra l'altro non ho ben chiaro cosa intendi per "ruoli interscambiabili", quando la seconda aveva 6 mesi e mia madre ha dovuto fare un intervento, ho fatto la prima notte in ospedale accanto a lei, al mattino dopo ho trovato mio marito con i capelli dritti in testa, e la piccola stremata dal piangere.
ovvio che dipende anche dall'attività extra-domestica, mio marito mancava per molte ore del giorno, e come lui molti padri, mi sembra logico che non si stabilisse un rapporto di totale abbandono da parte della piccola nei confronti del padre.
Tutto è sempre finalizzato al benessere psico-fisico del bambino, e non credo che la mamma possa essere interscambiabile col papà, perché c'è sempre un filo indiretto tra madre e figlio, che si distacca completamente, verso la fine dei 2 anni, e questo filo con è a tre ma a due, per cui ben venga tutta la collaborazione dei padri, ma se la loro figura può anche mancare senza fare grossi danni, quella della mamma è totalmente insostituibile.
e considera che mio marito è stato un papà abbastanza collaborativo, non si è mai fatto problemi a cambiarli, metterli a dormire, aiutarmi nel bagnetto, ma se piangevano, andava nel pallone perché diceva che non gli era chiaro cosa volessero.
se per te le cose sono andate diversamente, buon per te, la mia esperienza è stata questa, che non la passo per regola fissa, ma soggettiva alla mia famiglia.
scusami viola, mi pareva chiaro che l'espressione "girare le palle" non fosse riferita affatto a te, ma in generale al concetto di aiuto.

Io non entro del merito delle tue dinamiche familiari, ma per me non è vero che la figura del papà può mancare senza fare troppi danni.
Lo ho provato sulla mia pelle, quando mio marito è stato assente da casa per 20 giorni per cause di forza maggiore, e la nana ne ha sofferto tantissimo, era inquieta, da quel momento in poi ha cambiato dsrasticamente abitudini dimostrando la voglia di stare attaccatissima a noi.
A noi, non a me solo.

La sua assenza di danni ne ha fatti.
Al contrario quando io sono a lavoro e a casa c'è mio marito non la trovo (nè la ho mai trovata) piangente nè ho mai trovato mio marito coi capelli dritti.
Forse perchè mio marito si è sempre posto con lei in maniera tranquilla, forse lei percepiva la naturalezza con cui lui stava con lei, e non un disagio, penso che la nana abbia sempre percepito la grande gioia e voglia nell'occuparsi di lei da parte del padre, e questo la rende felice e la tranquillizza.
E' vero che lei in alcune fasi ed in certi ambiti ha una preferenza d'istinto nei miei confronti, ma è istinto, e sono fasi, e non giustificano certo una divisione dei ruoli di qualche tipo.
Lei da piccolissima si addormentava addosso a me e addosso a lui, prendeva il biberon da entrambi, si calma con entrambi.
E' LEI che vuole entrambi nello stesso modo, e vuole passare lo stesso tempo sia con me che con lui, sarà per questo che non capisco in cosa consista la divisione.
Quando il padre non c'è lei chiede di lui subito, in tutti i modi, ne sente la mancanza in maniera viva.
E col padre ha dei riti giornalieri ai quali lei non vuole rinunciare (ad esempio la preparazione per la nanna e il bagnetto e il gioco prima di dormire).

Io penso che molte volte ci si adagi sul discorso divisione dei ruoli perchè ad alcuni padri pur ovviamente amando i loro figli fa comodo evitare alcuni ambiti, delegare.
Non sto parlando di nessuno in particolare, quindi nessuno si senta offeso, è una realtà generale che spesso riscontro, con le dovute eccezioni ovviamente.
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