Educare un figlio

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Chloe83

Post by Chloe83 »

Cos73 wrote:Penso che la differenza fondamentale stia nell'atteggiamento: tu ti poni come il capo supremo che stabilisce tutto perché tua figlia non sa quando e come mangiare, dormire e tutto il resto.
Altre cercano di rispettare i bambini anche quando i loro desideri non solo quelli del bambino "perfetto" che va a letto all'ora perfetta, sta a tavola tutto il tempo, dorme più volentieri da solo che coi genitori e così via.
"Perfetti" secondo una certa concezione del bambino che non tutti qui condividono, s'intende.
Poi magari non sei un'arpia neppure tu, e anche tu "la racconti un po' come vuoi" eh.
E comunque un atteggiamento diverso non presuppone che il bimbo stia sveglio tutta la notte, per fare l'esempio della nanna. Ma semplicemente elasticità, in questa e in tutte le altre cose, che significa dargli l'impressione di poter decidere in qualche modo della propria vita e di non avere sempre qualcuno che decide anche dei suoi bisogni primari. A volte basta rimandare di 5 minuti e, invece che decidere TU che è l'ora di andare a letto, lo si fa di comune accordo. Questo vale anche quando non vogliono vestirsi o lavarsi o mangiare. Magari non funziona e magari devi decidere comunque tu ma, ripeto, è proprio l'atteggiamento mentale che è diverso, secondo me.
Palli wrote:Me lo sono chiesta anch'io.

Perchè se metterli su un piedistallo significa prestare molta attenzione ai loro bisogni, esigenze o richieste, assecondarli quando è lecito/possibile anche se reca a me mamma un po' più di fatica, trattarli da esseri pensanti pur se piccoli, non credere che debbano essere dei piccoli sudditiin un paese/famiglia ben poco democratico.. bhè allora mio figlio sì, sta su un piedistallo.
E ce l'ho messo io ben volentieri.
Quoto, fortissimamente quoto. Quella espressa da Cos e Palli è esattamente la mia stessa forma mentis.
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chiccha
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Post by chiccha »

Beh la macchina ad esempio dipende.
Se mio figlio dimostra di preferire una delle due macchine di famiglia mi chiedo in primis perchè e poi se posso lo accontento.
Non ignoro che abbia una preferenza ed è per me interessante capire il motivo e non sottovalutarlo, proprio come farei con un adulto.
In altro modo io non ci passerei sopra alla grande, perchè tanto è piccolo e non sa sicuramente scegliere o la sua scelta è un capriccio.
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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello.
Grazie Pinnagialla


"22"
Chloe83

Post by Chloe83 »

chiccha wrote:Beh la macchina ad esempio dipende.
Se mio figlio dimostra di preferire una delle due macchine di famiglia mi chiedo in primis perchè e poi se posso lo accontento.
Non ignoro che abbia una preferenza ed è per me interessante capire il motivo e non sottovalutarlo, proprio come farei con un adulto.
In altro modo io non ci passerei sopra alla grande, perchè tanto è piccolo e non sa sicuramente scegliere o la sua scelta è un capriccio.
Idem.
E anche riguardo all'asilo, se potessi scegliere certamente lo farei basandomi sulle sue preferenze, su come ci si trova lei. Devo mica starci io 4 ore al giorno, ci mancherebbe che lei diretta interessata non avesse voce in capitolo.
Idem per il pediatra: il suo è bravissimo, era il mio pediatra da bambina, io lo adoro. Lei non lo sopporta, non il pediatra in generale, lui in particolare. Mi è dispiaciuto ma l'abbiamo cambiato. Dovrei imporglielo perchè è piccola e me ne posso approfittare? Il suo pianto e il suo disagio non valgono perchè è piccola? E quando poi, come reazione all'imposizione, da grande mantenesse un atteggiamento evitante e negativo verso tutti i medici, trascurando la sua salute, ci avrebbe guadagnato qualcuno?
Non so, per me lasciare che scelgono quello che possono significa semplicemente rispettarli. E permetterli di diventare adulti capaci di scelte autonome, di autonomia di giudizio. Non c'è nessun piedistallo per lei, ma neppure per noi adulti, l'adultità non ci conferisce onniscienza sui suoi bisogni, nè il diritto di decretare quali siano degni di ascolto e quali no. Si cerca di fare il possibile con la massima disponibilità, come facciamo tra noi "grandi".
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