chiccha wrote:Beh la macchina ad esempio dipende.
Se mio figlio dimostra di preferire una delle due macchine di famiglia mi chiedo in primis perchè e poi se posso lo accontento.
Non ignoro che abbia una preferenza ed è per me interessante capire il motivo e non sottovalutarlo, proprio come farei con un adulto.
In altro modo io non ci passerei sopra alla grande, perchè tanto è piccolo e non sa sicuramente scegliere o la sua scelta è un capriccio.
Idem.
E anche riguardo all'asilo, se potessi scegliere certamente lo farei basandomi sulle sue preferenze, su come ci si trova lei. Devo mica starci io 4 ore al giorno, ci mancherebbe che lei diretta interessata non avesse voce in capitolo.
Idem per il pediatra: il suo è bravissimo, era il mio pediatra da bambina, io lo adoro. Lei non lo sopporta, non il pediatra in generale, lui in particolare. Mi è dispiaciuto ma l'abbiamo cambiato. Dovrei imporglielo perchè è piccola e me ne posso approfittare? Il suo pianto e il suo disagio non valgono perchè è piccola? E quando poi, come reazione all'imposizione, da grande mantenesse un atteggiamento evitante e negativo verso tutti i medici, trascurando la sua salute, ci avrebbe guadagnato qualcuno?
Non so, per me lasciare che scelgono quello che possono significa semplicemente rispettarli. E permetterli di diventare adulti capaci di scelte autonome, di autonomia di giudizio. Non c'è nessun piedistallo per lei, ma neppure per noi adulti, l'adultità non ci conferisce onniscienza sui suoi bisogni, nè il diritto di decretare quali siano degni di ascolto e quali no. Si cerca di fare il possibile con la massima disponibilità, come facciamo tra noi "grandi".