pancia wrote:ma ilaria! vuoi dire che la madre di un figlio adottivo è meno madre di te??? (ti avviso che risulti quasi offensiva). una madre. un padre. sono genitori. e se non si lasciano sopraffare dai ruoli sociali che millenni di storia misogena hanno imposto e che relegano la donna a certe e solo certe funzioni e l'uomo ad essere "uomo" per me se riescono ad essere interscambiabili è solo questione di abitudine ed "educazione" e sono stupendi! mio cognato è bravissimo con mia nipote che forse preferisce stare con lui che con la madre e ho anche un amico separato con cui il bambino cresce che quasi sembra che non ci sia bisogno della figura materna accanto, perfettamente sostituita dalle nonne e dalle zie... I ruoli si inventano! si interpretano! è l'amore che conta. dove c'é l'amore c'é tutto. anche se fossero due uomini a crescere un figlio secondo me.
Quoto.
Lella wrote:Per chiarire quanto detto prima, io non ritengo interscambiabili i ruoli di madre e padre, ma non nel senso pratico, ben vengano aiuti per cambio pannolini, bagnetto, ecc.
Intendo il ruolo di padre nell'educazione che è diverso dal ruolo della madre, avevamo già fatto qui una bella discussione al proposito.
Avevo letto appunto un articolo di uno psicologo che constatava che negli ultimi tempi i padri tendono a collaborare molto nelle prime fasi di crescita, facendo appunto i "mammi" per poi invece diventare più assenti negli aspetti educativi durante la crescita dei bambini.
Ben vengano i mammi se restano "padri" dopo insomma.
Sì mi ricordo di quella discussione, non capivo allora, e continuo a non capire cosa voglia dire avere un ruolo diverso nell'educazione.
Al di là della gestione pratica pannolini/pappa ecc.
io e mio marito decidiamo esattamente insieme come gestire OGNI ambito educativo della nana.
Non capisco proprio in base a quale criterio si dividano gli ambiti educativi :mumble:
viola 52 wrote:nella mia esperienza, direi che si può essere padri di neonati, senza essere invasivi nel ruolo della mamma, che deve potersi sviluppare in tutte le sue forme.
penso che per i padri sia fondamentale l'apporto indiretto, nel senso che l'ideale è rendere, là dove è possibile, il lavoro della mamma meno impegnativo.
mi spiego, se una donna nei primi anni riceve dal marito un aiuto materiale più forte e continuato, va indirettamente a beneficio del bambino, che avrà una madre meno stressata e nel contempo un papà presente lì dove serve, ma questa mi rendo conto che è pura utopia.
qui però mi pare che non si parli nemmeno più tanto di aiuto materiale, e poi a me fa girare le palle il discorso dell'"aiutare" la mamma.
Ok, c'è l'allattamento, ok c'è l'attaccamento del neonato alla mamma, ma non è che si aiuti la mamma, ci si occupa del figlio, e perchè in maniera indiretta?
E perchè non invece in modo diretto?
E perchè il ruolo di mamma deve potersi sviluppare in tutte le sue forme e quello del padre no?
France wrote:A me da addirittura fastidio la distizione tra mamma e babbo, siamo entrambi genitori e, aldilà dell'allattamento al seno che oggettivamente non può essere a cura di entrambi, secondo me ci dovrebbe essere un perfetto interscambio nel relazionarsi col figlio.
Ne sono convinto e nella mia famiglia è assolutamente così, entrambi diamo la pappa a Lorenzo, entrambi lo laviamo, gli cambiamo il pannolino e lo portiamo al parco, indifferentemente.
Non sopporterei che fosse altrimenti.
La parità tra uomo e donna deve essere a 360 gradi, entrambi lavoriamo,entrambi mandiamo avanti la casa e entrambi pensiamo ai figli,senza differenze di sorta.
A casa nostra funziona così.
Chloe83 wrote:Boh per me, almeno nella mia esperienza, ci sono anche babbi che sono partecipi, informati, e condividono quello che fa la moglie per convinzione e non perchè "è la mamma". Se il mio istinto avesse stabilito di mettere la nani a dormire nella culla mio marito avrebbe battagliato di brutto perchè il suo istinto diceva tutto il contrario, non mi avrebbe mai lasciato carta bianca perchè "sei tu la mamma lo sai tu" (io poi quest'onniscienza materna non sento proprio di averla). Come farla mangiare o dormire l'abbiamo deciso insieme (per quanto poi potevamo decidere noi, eh, son cose che in realtà decide molto da sola, giustamente), e non sento assolutamente che si sia sostituito a me, perchè mai "sostituito"? E' un diritto anche suo. Siamo entrambi i genitori, entrambi decidiamo, entrambi con cognizione di causa data dalle rispettive informazioni (che io apprezzo lu abbia, un "non so di cosa parli per cui come fai fai bene" a me non sarebbe di alcun aiuto), idee, sentimenti, istinti.
L'avevo già detto nell'altro topic, io le differenze di ruoli non le vivo, nè troverei auspicabile viverle
quoto tutti e due.