Teresa, per me hai solo avuto fortuna. Perche' anche io sono stata "indirizzata" nei miei studi e ne sono completamente infelice ancora adesso pur essendo sempre stata una studentessa piuttosto diligente. D'altra parte Mirko con genitori "ignoranti" ha fatto le sue scelte ed e' una persona con una cultura di molto superiore alla mia che pure sono cresciuta con un padre filosofo (mancato ma l'animo e' quello) e che ha scelto gli studi e ancora adesso dopo 15 anni va a lavorare felice come un bambino il primo giorno di scuola perche' ha fatto quello che sentiva di voler fare.rufy wrote: Sugli studi, no, mio padre ci ha "abbastaza" costretti nelle nostre scelte (e devo confessare che gli sono sinceramente grata per averni indirizzato con fermezza, sara' stata solo fortuna, non lo so)
Di contro il mio amore per il rugby che FORSE sarebbe durato o forse no e' stato stroncato sul nascere. Dopo due anni in squadra mista e una passione nel cuore (che ho tuttora) mi e' stata negata la possibilita' di iscrivermi ad una squadra femminile perche' avrebbe significato accompagnarmi in citta' 4 volte a settimane e i miei non ne avevano la voglia/il tempo.
Cioe', qui mi e' venuto un po' l'ovosodo.rufy wrote:insomma lo hanno sempre assecondato, ma guardato con sospetto
Io stessa trovo inconcepibile che lo paghino per far vibrare cosi' rumorosamente un bonghetto o uno jambe'
pero', per dire, lui soffre del fatto di essere nato in una famiglia che non apprezza (anzi deride, a dire il vero) la sua arte.
Cioe', per dire, che pur assecondandolo (gli hanno pagato lezioni e strumenti)
se uno non ci crede, non ci crede.
Sara' che io ho mio fratello che e' un incompreso malato di automobilite. E ci soffre perche' per quanto non e' deriso sicuramente la sua passione non viene valutata. Il fatto che lui ci soffra significa che la sua autostima non potra' mai essere veramente al massimo perche' ci sara' sempre una voce dentro di lui che gli dice che in fondo il suo non e' un lavoro "serio". Lui sara' sempre quello che "vale" un pelo meno di me perche' io ho il culo su una sedia dietro ad una scrivania mentre lui e' quello che lavora quando lo chiamano ed e'e sempre in giro per l'Italia.
Il non credere in una sua passione per me e' un volersi porre un gradino piu' in alto, uno stare li' pronti a pronunciare il famoso "Te l'avevo detto" se le cose vanno male. Mi mette un po' di tristezza.


