Sheireh wrote:Per il dormire insieme, ricorda alla psicoterapeuta che il 90% della popolazione mondiale lo fa (e c'è chi lo fa per necessità, ma spesso lo fanno per scelta), e fino ad un secolo fa lo faceva il 99%.
Se fosse così deleterio, credo che ci saremmo estinti di follia molto prima, no?
Senza considerare quante, moltissime, famiglie dormono con i figli, ma spesso non lo dicono proprio per non essere giudicate o adducono la cosa ad una mera necessità di organizzazione.
Poi, se vogliamo approfondire, bisognerebbe valutare i casi in cui la madre tiene con sé nel letto il bambino che VUOLE dormire da solo. Ma questi casi sono rari (e con bimbi generalmente più grandi), e i problemi di madri simili si evidenziano anche in molte altre cose di "soffocamento" nei confronti del figlio.
Per la questione del chiedere "Mi vuoi bene?" secondo me dipende molto da come è gestito. Spesso lo si dice in modo retorico, "per parlare", a cui non si richiede una risposta seria, ma giocosa, affettuosa.
Credo che anche qui conti il contesto.
Per fare due esempi.
Un conto è dire "Vuoi bene alla mamma?" mentre gli si stanno facendo le coccole, ridendo, etc.
Un conto chiederglielo mentre magari si sta avendo una crisi perché qualcuno ci ha lasciati e facendo pesare la risposta, in questo caso molto seria, ad un figlio che si sente obbligato a sostenere la situazione.
Parlo per idee personali, eh, non è che ho fatto "studi" in merito.
Ma in ambito di psicoterapeuti le idee che girano sono spesso basate su mentalità chiuse che considerano i bambini dei piccoli tiranni, cattivi di fondo e con genitori altrettanto.
ecco, la penso esattamente come te!
Ovvio che se le chiedo se mi vuol bene non lo faccio dopo un momento di pianto o comunque brutto.
In genere quando giochiamo e vengo presa da momenti di amore folle per mia figlia e me la stritolo di baci e coccole :ola: