Anche io avevo scritto a Repubblica, non so se l'abbiano cagata, ve la riporto sotto e anzi potremmo pubblicarla nel sito perché giustamente se non danno spazio loro è giusto farlo noi sui nostri siti.
Prima però volevo sottolkineare questo
(1) Nella brochure del convegno non erano riportati gli sponsor, ma erano elencati in un foglio a parte inserito nella brochure stessa e consegnato a mano ai partecipanti. Tra gli sponsor vari produttori di latte artificiale: Plasmon, Nestlé, Mead Johnson, Dicofarm, Milte, Humana. Per questa ragione sono stati revocati - forse per la prima volta in Italia - i crediti ECM al convegno in quanto una legge proibisce di attribuire crediti ECM a eventi che trattano di alimentazione infantile se tra gli sponsor ci sono aziende che producono alimenti per l'infanzia.
Che cosa triste e avvilente. Io appunto mi ero cercata la brochure i internet e non avevo trovato notizia di sponsor ma me l'immaginavo, e hanno pure raggionto i loro scopi perché intanto Repubblica gli ha dato spazio.
Questa la mia lettera
Vi scrivo in risposta a due articolo comparsi il 5 e 6 marzo sulla versione cartacea e online de La Repubblica, firmati da Ottavia Giustetti.
Nel primo si decretava la "fine del mito" dell'allattamento al seno (solo perché un'associazione regionale di pediatri, in un convegno di una mattinata, in cui si è discusso anche di altre cose, avrebbe posto l'attenzione sull'opportunità di evitare di far sentire inadeguate le madri che non allattano).
Nel secondo si riportavano le prese di posizioni contrarie al ridimensionamento dell'importanza dell'allattamento al seno, arrivate dalla SIP (Società Italiana di Pediatria) e dal Comitato per l'allattamento materno del Ministero della Salute che "con riferimento alla frequente diffusione di notizie e articoli che hanno l’effetto di svalutare l’allattamento al seno... intende ribadire alcuni principi di carattere generale", ovvero che "i benefici relativi a questa pratica naturale sono conosciuti, studiati e supportati da evidenze molto solide. Tali benefici riconosciuti sono già numerosi ma, molti altri probabilmente, rimangono inesplorati". Il Comitato inoltre "prende le distanze da ogni tentativo di delegittimare l’allattamento al seno e auspica una particolare attenzione da parte di tutti gli organi di informazione al fine di evitare di influenzare negativamente, sia con testi che con immagini, uno dei principali determinanti della salute umana".
Auspicio prontamente disatteso all'interno dell'articolo stesso, dove si continua a parlare di "scardinare un mito", e del fatto (parere personale di un pediatra) che le raccomandazioni dell'OMS circa l'allattamento sarebbero state dirette quasi esclusivamente ai paesi del Terzo Mondo.
Vorrei condividere con voi e i vostri lettori alcune osservazioni.
·Il fatto che alcuni medici o operatori sanitari abbiano atteggiamenti scorretti e insensibili non significa che "deve finire un mito", ma soltanto che alcuni medici e operatori sanitari hanno atteggiamenti da deprecare (su questo, come, probabilmente, su altri argomenti).
·Non esiste alcun mito, al contrario siamo reduci dalla diffusione selvaggia del latte artificiale, dagli anni '70 in poi, che ha fatto sentire le madri incapaci di nutrire adeguatamente i propri figli e ha causato la perdita di tutta la cultura relativa all'allattamento. Se si guardano i dati degli allattamenti riusciti, c'è poco da parlare di "fine", come se a seguito di un gran ritorno all'allattamento al seno adesso si dovesse ristabilire un equilibrio (perché mai poi? per il bilancio delle ditte produttrici di latte artificiale?). Equilibrio che tuttora è sbilanciato a favore del latte formulato, dato che i bambini allattati al seno in modo esclusivo rimangono una minoranza.
·L'autrice parla di neonati lasciati quasi morire di fame nelle maternità degli ospedali. In tal caso esisterà qualche denuncia, perché se la salute di un neonato è stata messa così a rischio i genitori avranno voluto procedere in tal senso. O forse si tratta solo di una esagerazione, forse non ci sono rischi concreti a attendere la montata lattea per 3-5 giorni, poiché al neonato basta il colostro nell'attesa della montata lattea. Laddove esista davvero un rischio, c'è una responsabilità soggettiva degli operatori sanitari e la condanna in toto della promozione dell'allattamento al seno rimane comunque fuori luogo.
·Parlando di reparti di ostetricia, accanto a quelli in cui compare l'orribile e colpevolizzante (?) cartellone dell'OMS con i 10 consigli per l'allattamento al seno, ce ne sono molti altri in cui i neonati vengono ancora portati a orario alle madri. Pratica che è fortemente penalizzante per la riuscita dell'allattamento al seno. Reparti in cui, contro le raccomandazioni dell'OMS, talvolta si dà soluzione glucosata o latte in polvere ai neonati, per tenerli buoni fuori orario, i quali poi arrivano dalle madri sazi e dormienti, e non stimolano il seno, così la montata lattea non arriverà mai.
·Il dibattito su cosa renda o non renda difficile il compito alle neomamme e ostacoli la loro serenità favorendo l'insorgere della depressione sarebbe molto lungo e articolato e sarebbe opportuno parlare anche dei nuovi modelli e stili di vita imposti alle madri.
Nel mio caso, comunque, tanto per portare un esempio opposto, la crisi fu a causa del fatto che volevo con tutta me stessa allattare mia figlia ma mi mancavano le informazioni giuste e un sostegno competente. Anche in ospedale, uno di quelli che promuove l'allattamento al seno, più che dirmi di attaccarla subito al seno e controllare distrattamente l'attacco non avevano fatto. Uscita dall'ospedale, le rassicurazioni sulla validità del latte formulato abbondavano, giudizi su di me non ne sentivo, ma questo non mi aiutava affatto. Se non ci fossi riuscita, mi sarebbe rimasto un gran senso di sconfitta, ma tutto mio, non indotto da nessuno, e certo non avrei invocato la fine di alcun mito per sentirmi più a posto con la coscienza, perché per me l'allattamento al seno sarebbe rimasto comunque il modo ottimale per nutrire i bambini.
·Qui o nel Terzo Mondo, i benefici dell'allattamento al seno non si possono negare. Certo, noi abbiamo la fortuna di avere una valida alternativa, e soprattutto soldi sufficienti a procurarsene in quantità e acqua pulita per darla ai nostri figli senza rischi, ma i benefici dell'allattamento al seno non si riducono ai vantaggi igienici ed economici. Sono benefici che riguardano la salute di madre e figli, come giustamente ricorda la nota del Ministero.
·Articoli del tipo di quelli da voi pubblicati sono deleteri perché c'è ancora una grande necessità di parlarne e di recuperare competenze, ferma restando ovviamente la condanna degli atteggiamenti scorretti e colpevolizzanti nei confronti di chi non allatta, con tutta probabilità messi in atto da cosiddetti "estremisti" che non sono nemmeno in grado, però, di dare un sostegno concreto alle neomamme.
Le donne che desiderano allattare sono molte e preoccuparsi che lo possano fare (contribuendo a diffondere una cultura in cui allattare al seno ritorni a essere naturale e normale e le competenze ritornino a portata di tutte le donne) sarebbe attività almeno altrettanto meritoria che consolarle dopo che non hanno potuto farlo.
Mi permetto, a tal proposito, di suggerire ai pediatri della Società italiana di pediatria preventiva e sociale del Piemonte di dedicare incontri e convegni anche alle competenze per un adeguato sostegno all'allattamento materno, poiché nel nostro forum la situazione fotografata dalle mamme, per quanto riguarda l'aiuto e le informazioni ricevute dai pediatri su questo tema, è troppo spesso sconfortante.
Cordiali saluti
Allattamento: quanta confusione!
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MariannaMJ
