Sangria: mamma atipica...

Raccontaci chi sei e come sei arrivata qui

Moderator: zizzia

chiaretta_1974

Post by chiaretta_1974 »

Sangria wrote:e se non fosse che ho "in famiglia" un caso di bambino realmente precoce,cui la precocità ha portato e sta portando più di un problema,partendo dalle difficoltà motorie,a problemi comportamentali in classe perchè s'annoia,per finire con chiari problemi relazionali con i coetanei (risulta piuttosto emarginato).
Sangria wrote:
Ti ripeto,ho in famiglia il caso di un cugino "genialoide" che ora ha 10 anni e non vive (e non ha vissuto) una situazione facile : anche se può sembrare un paradosso,non è una cosa da augurarsi per i propri figli...anche perchè sono ipersensibili ed è complicato aiutarli nel modo corretto

eccomi all'appello, mamma di un bimbo (il diavolo della tasmania di cui ti accennavo) che è sempre stato avanti per alcuni aspetti e indietro per altri.
il classico piccolo genio (accezione che io uso in modo affettuoso e non con lui ovviamente, ma che spesso hanno usato gli altri per descrivelo e con lui) che però non è capace di fare le cose pratiche più elementari.

adesso ha 7 anni e mezzo, fa le divisioni a mente con il resto e non è capace di allacciarsi le scarpe, studia la seconda guerra mondiale sull'atlante storico e si mette gli slip all'incontrario eccetera

ciò che posso dirti è che anche a me ha sempre stupito e preoccupato, ma che ho sempre cercato di normalizzarlo, nel senso che non enfatizzo i suoi aspetti al di sopra della norma e non depreco quelli al di sotto.

cerco di rispondere ai suoi bisogni cognitivi alti ma nello stesso tempo gli offro opportunità di relazione e motorie che lo indirizzino verso l'acquisizione di competenze che non ha e che potrebbero escluderlo da tanti aspetti della vita con i pari: fa i centri estivi, l'ho madato in colonia da solo, fa sport, mi impegno a farlo vestire da solo eccetera.

credo che nessuno, solo per il fatto che è "avanti" o "indietro" di per sè debba essere destinato ad avere problemi personali o sociali, molto sta a come i genitori e gli adulti di riferimento aiutano il bambino a relazionarsi in modo armonico e a vivere le proprie caratteristiche non come un eccezione ma come un espressione della comune variabilità individuale.
Sangria

Post by Sangria »

Bene bene,ringrazio tutte per i commenti. :ok:

In sintesi : m'avete rassicurato...m'è arrivata l'informazione che la variabilità è molto più ampia di quanto non avessi potuto verificare con l'esperienza diretta...e visto che io con i numeri e la statistica ci lavoro tutti i giorni,ho capito il messaggio: al momento nessun genio per casa!

Questo mi permetterà di coltivare ancora per un po' la classica immagine del padre portentoso :ola:

Allacciandomi al tema,vi consiglio un libro secondo me spettacolare,anche se di una difficoltà di lettura elevata (almeno per me).
V'ho nesso pure un link dove lo si trova ed una recensione.

http://www.bol.it/libri/Glifo/Percival-Everett/ea978888838970/;jsessionid=EFFB1CF4D79A0A393149E6BEACF445B3

Sul sottile confine tra il saggio, il romanzo e l’esercizio di stile, Glifo di Percival Everett gioca con il lettore, con la sua attenzione e la sua sensibilità culturale. Un libro non libro. Con straordinaria capacità l’autore mette insieme tanti stili, tante idee, a volte bizzarre, altre assolutamente stupefacenti, in un unico testo complesso. Sì, Glifo è complesso, anzi è un “complesso narrativo” di satira verso il governo U.S.A., un j’accuse contro i genitori di figli con quoziente intellettivo superiore e un occhio di bue puntato sulla totale mancanza di umanità della scienza e dei suoi rappresentanti.
Il protagonista, Ralph, è un bambino di nemmeno un anno che non parla (e nemmeno ne avrà l’intenzione per il suo futuro) ma che, dopo essersi rivelato ai genitori nella sua straordinaria intelligenza, scrive versi romantico-anatomici, legge trattatati di filosofia e si consuma gli occhi sui romanzi.

Attorno a lui, tutto il circo della piccola mediocrità umana: il padre colpito da senso di inferiorità, i medici che vogliono “aprire quella piccola testa” per capire cosa c’è dentro, il governo fatto di mostrine e occhiali scuri che vuole trarre profitto dall’insospettabile spia che un bambino potrebbe essere. In tutto questo grande show si fanno avanti le discettazioni del piccolo Ralph, più volte rapito dagli uomini e dai suoi pensieri su di essi.
Un testo non facile, che gioca con le parole e i concetti filosofici più alti, mettendo alla prova il lettore per insegnare qualcosa che va oltre la complessità della scrittura, oltre le citazioni colte, le poesie, l’arte, i romanzi che permeano le pagine. Un testo che vuole insegnare, che l’unica cosa che vince sull’intelletto e sulla sua ostentazione è l’amore, quell’amore che Percival Everett fa filtrare da ogni poro di queste pagine assolutamente divertenti e dottissime.


P.s. Ditemi che non è la testa di un genio questa... :ahahaha:

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chiaretta_1974

Post by chiaretta_1974 »

475 di QI :ahahaha:

un libro di fantascienza!
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