Le cattive madri

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Moderator: Paola

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madda77
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Post by madda77 »

Lelia wrote: Non mi viene in mente un solo esempio di una madre di NM che sia tornata a lavorare quando il bambino aveva 3 mesi per motivi diversi da quelli economici/lavorativi (tipo contratti orrendi che ti obbligano a tornare prestissimo), e non ricordo proprio nessuna che l'abbia fatto a cuor leggero o per benessere personale con figli così piccoli, ma è anche vero che sono qui da poco tempo.
Come un gambero, leggo adesso alcuni interventi precedenti al mio e non posso che confermare quanto detto prima!
Come si fa a STIGMATIZZARE UNA MADRE sulla base di un singolo comportamento, senza sapere come viva nel complesso la sua maternità ed il legame con il proprio bambino?
Come si può essere così sicuri di cosa abiti nel suo cuore se non lo si è appreso dalla diretta interessata?
Comunque, PRESENTE ALL'APPELLO!
Sono un avvocato e anche se i miei ritmi di lavoro sono decisamente cambiati dopo la nascita del mio amore, ho ripreso pian piano e gradualmente già da quando lui aveva 3 mesi.
Certo era solo per qualche ora e per un paio di giorni a settimana (e neanche sempre, ma a seconda delle esigenze di studio) ma posso assicurarti che, talvolta era uno strazio, talvolta (soprattutto se il piccolo non aveva dormito e non avevo potuto lasciarlo un attimo neppure per andare in bagno o fare una doccia), NON MI VERGOGNO A DIRLO, era rigenerante (e tornando a casa riuscivo a dargli molto di più di quanto gli avrei dato restando in casa l'intera giornata), talvolta persino piacevole, nel riscoprire a piccole dosi quell'altra dimensione di me che in pieno puerperio è inevitabile che quasi si annulli!
Aggiungo che la scelta non è stata dettata da un'esigenza economica se non dal desiderio di non voler abbandonare totalmente uno dei miei progetti di vita.
In ogni caso, non mi sono mai sentita un MOSTRO e, ti sembrerà assurdo ma, anche quando facevo una capatina in studio contenta di andarci, IL MIO AMORE ERA SEMPRE ALL'APICE DEI MIEI PENSIERI E DEL MIO CUORE!
Ma quel che più conta è che, in qualche modo so che anche lui lo percepisce! :ok:
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madda77
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Post by madda77 »

Teresa wrote:arrivo tardi e mi dispiace.

Per me il concetto di cattiva madre e' mal posto.
Non puo' esistere.
E' una contraddizione in termini.

Esistono solo le MAMME e per definizione non scritta, tacita, assunta, le MAMME sono MAMME e per tanto

BUONE.

(non ho detto BRAVE, ho detto BUONE).

Tutto il resto esiste, perche' negarlo?!, ma io l'ho sempre letta e vissuta come un'alterazione.
Una libera interpretazione della maternita'.

Sono disposta a discutere tutto, non questo.
E' il pilastro principe su cui ho edificato tutta la mia vita.

Credo di essere cio' che sono (intendo come forza e ottimismo) soprattutto perche' ho avuto alcune certezze d'amore.
La prima, la piu' grande, la certezza d'amore di mia madre.

Cosi' come sono certa che esistano poche cattive madri in senso assoluto.
tantissime CATTIVE madri in senso relativo. Relativo allo sguardo di chi le osserva dal di fuori, spesso altre madri, piu' severe verso il prossimo che verso se stesse.
LEGGO TARDI MA NON POSSO CHE QUOTARE OGNI SINGOLA PAROLA COME SE L'AVESSI PRONUNCIATA IO! :clap: :clap: :clap:
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Post by madda77 »

Teresa wrote: E' una cattiva madre chi non ama i propri figli. Ma forse non e' nemmeno quella una cattivsa madre. Semplicemente non e'.
NON E' una madre.
Teresa, ti amo!
Più mi addentro nella discussione e più ne resto sconcertata!
Certo che non esiste un automatismo tra l'essere madre e l'essere certamente il MEGLIO che tuo figlio potesse avere!
Ma come si può così in termini generali ed astratti (tranne casi limite) dire cosa si può/non si può, si deve/ non si deve fare per poter entrare nel regno delle mamme degne di essere chiamate tali?
E chi li stabilisce i requisiti minimi????????
Il ruolo e compito di una mamma si compone di così tanti fattori e variabili, di così tanti sentimenti (perché no, anche contrari e contrapposti), ed è di una complessità tale da essere per definizione incompatibile con una stigmatizzazione pregiudiziale di isolati comportamenti a sè stanti.
A meno che non si tratti di vissuti personali o di cui, comunque, si ha PIENA COGNIZIONE, come si fà a dire che si è una CATTIVA madre solo perché si appronta uno stile educativo differente dal proprio?
E cosa ci da la certezza di non mancare in quell'X (a differenza di qualcun'altra), ma di non aver indiscutibilmente dimenticato, sottovalutato o addirittura mal valutato l'Y??????
Questo thread mi lascia davvero PERPLESSA! :mumble:
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