Intervenire o no?

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laste
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Post by laste »

STEFYNA77 wrote:appunto !!! era questo che lui sottolineava...
che oggi i valori di ogni famiglia sono così diversi che si è proprio persa questa capacità di condividere la responsabilità di crescere i propri figli..

che se da una parte noi pretendiamo di educare DA SOLI i nostri figli, dall'altra giriamo la testa se qualcuno si comporta male, perchè "non è affar nostro"..e così si crea un circolo vizioso che porta molti adolescenti di oggi ad essere bulli ed a NON RISPETTARE LE REGOLE DELLA SOCIETA'.

Perchè molti adolescenti che ha in terapia, alla domanda "Perchè ti sei comportato così", rispondono " perchè ai miei sta bene" , fregandosene delle regole della società-

Se per la famiglia X non è importante se il figli imbratta il muro, e lo crescono con la convizione che non sia niente di grave, e glielo lasciano fare, e NESSUNO gli fa notare che il comportamento è sbagliato PER LA SOCIETA', perchè ognuno si fa i fatti propri,
eccoti un vandalo convinto di quello che fa.

E' un esempio eh ?
bellissima questa considerazione
tra l'altro l'avevamo espressa gia' io e cielilimpidi in un altro post :soforte:
tra la paura dell'omologazione e il rispetto delle regole civili ci passa un mare, io se una mamma riprendesse i miei figli perche' li becca a buttare una carta per terra mi vergognerei come una ladra, altro che incazzarmi
Ruggero 8 maggio 2004,Dario 14 maggio 2007,Irene 17 dicembre 2010
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Daria4ever wrote:Mi rendo conto di avere un grandissimo difetto, quello di intervenire nelle questione dei bambini altrui, forse sono talmente tanto abituata a ribeccare di continuo i miei che poi mi viene naturale farlo anche con gli altri, pero' spesso mi accorgo , giustamente, di essere fulminata dallo sguardo delle madri, siano esse amiche, conoscenti o estranee. Mi capita ad esempio, quando un bimbo da una spinta o una sberla ad un altro, se la madre non interviene naturalmente, ci metto becco e lo rimprovero dicendo che cosi non si fa. Cosi come mi capita di trovarmi al parco e sentire bambini che dicono delle orrende parolacce, allora intervengo dicendogli che ci sono bimbi piccolini e che non e' il caso di usare certi termini..E' piu' forte di me, soprattutto sul discorso parolacce...A voi capita? Dovrei moderarmi vero?
penso proprio di si.
quando li avevo piccoli, e mi capitava la saccente di turno, ne provavo un grosso fastidio, i miei non dicevano parolacce, ma capitava sempre qualcuno che interferisse, eppure io l'ho fatto solo nel caso stessero colpendo i miei.
non si tratta di omertà o cos'altro, ma sapendo che fastidio ne provassi, me ne guardavo bene dal propinarglielo ad altri.
indebolisce la figura genitoriale e certe volte quasi per ripicca, si tende a minimizzare cosa che caso mai non ci sarebbe se si lasciasse usare ai genitori le loro dinamiche.
pensa che lo evito perfino con le mie nipoti se c'è la loro mamma, diverso è se sono solo con me, allora devo diventare una figura educativa, ma quando l'educatore c'è è inutile e controproducente aggiungerne altri.
trovo che colpisca più l'adulto che il bambino, che non userà quell'essere ripreso da un estraneo, come un punto di riflessione, ma indubbiamente l'intervenire può addirittura offendere l'adulto.
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
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ariannasissy
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Post by ariannasissy »

alemia wrote:dissento un po' con chi dice che ognuno si educa i figli come vuole, nel senso che magari fosse per loro potrebbero chessò, ritenere giusto il picchiare, o spingere o mettere in pericolo gli altri bambini

poichè ritengo sacrosanto il detto secondo il quale la libertà tua finisce nel momento in cui limita la mia,
ritengo giusto intervenire nelle questioni che presuppongono une relazione fra due bambini in cui uno dei due ha un atteggiamento palesemente sbagliato e pericoloso

se poi la sua mamma ritiene che quel comportamento fra bambini sia giusto sono fatti suoi, e si renderà conto che non può lasciare il figlio libero di "esprimersi" come meglio crede senza tenere conto che non è solo ma si relziona con altri bimbi, e quindi vive in società
in cui, volenti o nolenti, vigono alcune regole pressochè comuni

ragion per cui, se vedo che un bimbo si comporta in modo da rendere pericolosa la fruizione di un gioco anche agli altri bambini(in un parco o in un luogo cmq pubblico)intervengo eccome, dicendo le cose in generale senza rivolgermi palesemente a QUEL bambino, ma facendo in modo che il bimbo senta ciò che magari dico a mio figlio a mò di ripasso

Le tue osservazioni dimostrano molta maturita'
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