Beh, mio figlio grande il primo mese di vita l'ha passato urlando come un pazzo per le coliche, ha cambiato 7 tipi di latte prima di trovare quello giusto (diventava stitico oppure si scioglieva in cacca oppure vomitava.... un'odissea!) e non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello di lasciarlo urlare eh. Così come quando Adri aveva le coliche, i primi due mesi... si calmava solo con me e me lo tenevo addosso per ore finché non si calmava.Cos73 wrote:Semplicemente confrontandoti con altre mamme capisci che, oltre alla tua esperienza, ne esistono altre.
Io non ci sarei riuscita con la prima e ti assicuro che non ci saresti riuscita nemmeno tu perché soffriva di reflusso e non piangeva per noia né per consolazione: piangeva per fastidio e dolore (bruciore presumibilmente).
Non tutto è così facile come appare.
Un bambino così, avresti fatto sì una grande cattiveria a lasciarlo piangere da solo.
E non è sempre facile capire perché piangono. Se per te è così facile, fanne un lavoro, che diventerai più famosa di Tracy Hogg!
A me sembra una cosa: io (come ha scritto una mamma) forse (togliamo il forse) sono un po' "asciutta", è vero... ma non ho le risposte in tasca e vado a tentativi e mi sono sempre confrontata con altre situazioni a me vicine di parenti e conoscenti oltre che sulla mia esperienza di madre di due bambini. Sulla base di questo dò il mio parere. Punto. Però mi sembra che qui stiamo mischiando le cose perchè è OVVIO che se mio figlio sta male non lo lascio urlare e mi metto le cuffie dell'ipod per non sentirlo :pazz: Anzi, so bene che quando sta male è il mio abbraccio che preferisce avere e non quello del padre, per esempio. E' normale e fisiologico.
Il fatto è che secondo me (ribadisco: SECONDO ME) i bambini diventano molto ciò che noi pensiamo e sentiamo e sono il nostro specchio. E quindi molte delle nostre ansie le passiamo a loro. Dieci giorni fa è morto il padre del mio collega in ufficio: due giorni brutti, sono andata al funerale e me lo sono (ovviamente) portato dietro. Il pomeriggio avevo mal di testa (psicosomatico, ovviamente) e non ero proprio di buon umore, ero tutta scombussolata. Beh, lui lo sentiva, era tutto storto pure lui, ha faticato ad addormentarsi ma perchè sentiva che IO non ero la solita mamma. E guardando a tanti figli di amiche... sono esattamente lo specchio dei genitori: una ragazza ha partorito alcuni giorni prima di me... lei è fuori di testa totale: molto simpatica e dolce ma è sempre un po' sopra le righe, parla forte e a macchinetta, non sta mai ferma e calma e qualsiasi cosa diventa un problema... non mi meraviglia che il figlio non dorma se non quando è in macchina e urli tutto il tempo!
Io non ho detto che sono brava. Anzi, dico sempre che ho una gran fortuna perchè ho due figli belli, intelligenti e che sono due angeli. Ma con questa seconda esperienza mi rendo conto che non è solo "fortuna", è troppo riduttivo. Non è "bravura", non è che mi danno un premio. Alla fine... ognuno sta a casa sua e fa quello che vuole, no? ci si confronta, io leggo tutto anche le cose che non condivido e cerco di capire, di cogliere degli spunti di riflessione. Leggo in giro di igiene naturale o di lettura precoce e per come sono io a me sembrano cose fuori dal mondo. Ma è una mia opinione, mica dico che non bisogna farlo. Non lo condivido, ecco tutto. Qui si parla di mamme che lavorano con bimbi molto piccoli, io sono una di queste. Ognuna dà la propria esperienza: la mia è che si può fare. Io lo faccio. Fortuna? Forse. Ma forse anche un modo DIVERSO di approcciare la cosa. Ci pensavo oggi in macchina: ho finito alle 19.45 :sticazzi: La belvetta è stata in ufficio con me da stamattina con alti e bassi. Ha dormito parecchio, è vero. Ma ha avuto momenti di sclero, come tutti i bambini di quell'età. Io cerco di prevenire quei momenti intervallando al lavoro momenti di gioco e coccole con lui, tutto qui. Lui sta a 30 cm da me mentre lavoro, mentre telefono gli faccio le carezzine alle gambine se è sveglio, tra una telefonata e l'altra gli faccio cucu e lo faccio ridere... Al contrario di ciò che avete supposto, io gli dò MOLTA attenzione ma non (solo) quando me la richiede ma sempre. In compenso lui sta tranquillo già solo perchè mi ha davanti e a volte noto che sta pisolando (non dorme, gli balla il ciuccio) e la mia voce lo culla. Se sto zitta che non ho nessuno in agenzia e non parlo al telefono, apre gli occhi per vedere se ci sonoCos73 wrote:Forse perché tu (ocielilimpidi o altre) li presentate così?
Perché non dite che la bimba è tranquilla, non ha fastidi, e naturalmente si addormenta da sola, bensì dite che è così perché VOi siete state brave a non rispondere a ogni sua richiesta di attenzioni.
Cioè lo dite da sole!!!
Io vado a tentoni, tutto qui. Non do nulla per scontato e non escludo nulla. Ma ho delle opinioni e le esprimo.
E se la belva urla certo che scatto!mellis wrote:un pò il motivo per cui io scatto sull'attenti....io non me la sento di dire piange per questo o per quello: alcune volte ci prendo altre no per cui provo sempre nell'ordine tetta, pannolino, canzoncina, sondino nel caso pianto isterico prolungato.
io francamente credo che cielilimpidi scriva da "dura" ma scatti parecchio anche lei :ahahaha:
Ma stamattina... ci pensavo a questo topic, mentre mi vestivo. Dovevo vestirmi e con lui in braccio non avrei potuto certo farlo. Che fare? Lui che mi chiamava dalla cucina dove stava nella sua sdraietta ed io facevo la spola tra il bagno e la camera, parlandogli e facendo i suoi stessi versi e poi facendogli facciacce buffe quando gli passavo davanti e gli facevo il solletichino sotto ai piedi. Mi sono barcamenata, ci ho messo una mezz'oretta prima di poter uscire e lui che "cantava" o meglio protestava. Ma che dovevo fare? Avevo gente in ufficio e dovevo per forza prepararmi. Sapevo che si lamentava perchè voleva dormire infatti appena siamo saliti in macchina è crollato. NOn potevo assecondarlo, semplicemente. Però anche qui... dipende come ti poni di fronte al pianto. Mi spiego: io sono in cucina e la belvetta inizia ad urlare come un pazzo. Ovvio che vado in camera ma è diverso se mi scapicollo e ci arrivo scompigliata e spaventata e lo prendo preoccupatissima, temendo chissà che cosa oppure se ci vado, mi avvicino alla culla e gli parlo con voce dolce e tranquilla e gli chiedo cosa ha, provo a fargli due carezze, gli do il ciuccio piuttosto che dargli un bacio o le carezzine sulle guance che a lui piacciono tanto perchè anche al buio sa che sono io. Normale che se non si calma lo prendo e lo consolo. Ma se non ha dolore o non è sporco o non ha fame/sete in genere si calma e mi fa un sorriso.
Di nuovo... mischiamo le cose. E' OVVIO e NORMALE che in questi casi non lo lascio urlare. Ma mi sono pure riletta eh... dove sta scritto che sono un'orca, una strega bacheca. Che poi.. non lo "lascio" MAI urlare: lo approccio in maniera diversa dal prenderlo subito immantinente!Gwen wrote:non lo è manco per niente.
Giusto stanotte la nana si è svegliata urlando e piangendo.
Ho avuto un attimo di smarrimento perchè non si calmava, e non sono riuscita a capire se fosse un incubo, un dolore o che altro.
Eppure ha due anni e capacità espressive maggiori rispetto ad un neonato.
Ti spieghi perfettamente. E infatti non sono d'accordo sulla faccenda degli occhi belli e via dicendo. Ma guardo a tanti bambini coetanei di mio figlio grande, figli di amici e familiari e mi faccio delle domande. Perchè a me questi bambini senza regole, con le mamme-amiche, che non dicono per favore e grazie, che monopolizzano la tv e i genitori, che decidono loro quando andare a dormire e potrei stare qui due giorni a dire cosa non mi piace di queste ultime generazioni. Ecco dove arriva la mia cosiddetta "durezza". Ci sono delle regole e secondo me non si può pensare di introdurle a 14 anni ma bisogna, gradatamente, in maniera appropriata alle varie età, introdurle sin da subito. Quindi no, il telecomando non si tocca e basta. E non lo tocca. Punto. Mi viene questo esempio perché c'era un bimbo che la sera non veniva messo a letto finché non crollava a mezzanotte perchè se no piangeva e teneva in mano il telecomando e decideva LUI cosa guardare se no erano urli e strepiti. Beh.. dite quello che vi pare, non mi interessa. Per me poteva sgolarsi e cacciare fuori le tonsille ma per me è una cosa fuori dal mondo. Poi... io dico che a quei livelli mio figlio non ci arriva perchè glielo spiego prima e certe scenate non le abbiamo mai fatte. Senza traumi e senza pianti e strepiti. Perchè gli ho sempre spiegato il perchè delle cose, anche quando pensavo che non avrebbe potuto capire. Glielo spiegavo lo stesso. Ed ora che ha 11 anni vedo che ho seminato bene e i miei discorsi hanno attecchito beneCos73 wrote:Il punto è che finora ci si è basati, per raccomandare rigidità, sul niente. O meglio, solo sulla banalissima osservazione che se tu non rispond al pianto, il bambino dai dai piange meno e non chiama più............
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Di che tipo possano essere nuove tendenze scientifiche sinceramente non saprei, ma credo che difficilmente potranno ribaltare i dati di fatto.
Del resto la controtendenza è iniziata semplicemente notando che non c'era nulla di concreto a sostegno delle vecchie teorie, non è che prima c'era e adesso è venuto fuori dell'altro... non so se mi spiego.
