Le cattive madri

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Lelia
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Post by Lelia »

Ecco, l'esempio di Daba è molto calzante secondo me.
Sicuramente la mamma di Daba aveva i suoi problemi, infatti poi con le cure la sua salute è migliorata ed è migliorato il loro rapporto madre-figlia. Ma, dal racconto di Daba, si può considerare quella madre di allora (prima delle cure) una buona madre? Davvero non provate rabbia leggendo tutto quello che è mancato a Daba da bambina e da ragazzina? Io provo un'enorme rabbia. Rabbia non solo verso queste madri manchevoli per via di malattie e problemi vari, rabbia anche verso tutti quei padri che non fanno nulla, verso tutto un contesto ricco di manchevolezze che alla fine ricadono principalmente sui bambini.
Daba, scusa se ti ho preso come esempio, l'ho fatto solo perché la tua storia chiariva bene il mio punto di vista. A mio parere, c'è un limite oltre il quale la sospensione del giudizio si trasforma in menefreghismo, e questo menefreghismo ricade anch'esso sui bambini, in ultima analisi.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
- Marilyn Monroe -
Chloe83

Post by Chloe83 »

Lelia wrote:Io una cattiva madre la conosco.
Diventata mamma a 38 anni, dopo 2 aborti. Il marito aveva 46 anni quando è nato il bambino. Entrambi abituati alla vita "splendida" senza figli, 4-5 viaggi all'estero all'anno, tutte le sere fuori, due belle carriere. Il figlio molto desiderato, ma desiderato un po' perché "o ora o mai più", un po' perché "tutti i nostri amici hanno figli". Nasce il figlio. Lei crolla nella depressione post partum, che naturalmente non cura. Torna a lavorare quando il bambino a 4 mesi (per scelta, non per necessità) e molla il bambino alla tata il più possibile. Quando il bambino ha un anno, arriva la mazzata vera: a lei viene diagnosticato il Parkinson. Da allora, sarà tutto un "devo godermi la vita il più possibile". Bambino sempre sistemato tra asili e tate, lei si dedica alla carriera e a se stessa. Il matrimonio va in crisi più volte. Lei non rinuncia a nulla, se vuole andare a Venezia e il bimbo è malato ce lo porta e basta, il bambino deve arrangiarsi.
Una cattiva madre sicuramente non per cattiva volontà, per cattivo fato piuttosto. Ma fare da babysitter a quel bambino, vi assicuro, era uno strazio.
Ecco, questo intendevo. Madri così (senza il Parkinson) io ne conosco diverse. E la cosa più triste che molte di queste hanno fatto di tutto per avere figli (e le ho conosciute appunto perchè "colleghe di percorso"), a questo punto credo più per poter dire di avercelo e colmare un proprio senso di inferiorità che per reale desiderio di crescere (con) un figlio.
Non si tratta sempre di disagio, o di malattia, o di difficoltà. C'è spesso anche l'egocentrismo, l'infantilismo, l'essere semplicemente stronze.
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Lelia
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Post by Lelia »

Chloe83 wrote:Non si tratta sempre di disagio, o di malattia, o di difficoltà. C'è spesso anche l'egocentrismo, l'infantilismo, l'essere semplicemente stronze.
Quoto. E aggiungo che la madre in questione non era cmq un granché come madre, anche prima di scoprire di avere il Parkinson. La malattia poi può aiutare a capire il perché di certi comportamenti, ma a mio parere non li può sempre giustificare. Conosco altre donne con patologie altrettanto gravi che sono madri assolutamente splendide.
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