Gwen wrote:Premetto che sono confusa ad esempio sul discorso fiabe, ma per quanto riguarda il fatto che l'orsetto sta dormendo non ci ho trovato d'istinto nulla di dannoso.
Poi volendoci ragionare posso dire che per me la differenza tra il discorso tetta e l'orsacchiotto c'è eccome.
L'allattamento ha una grossa componente affettiva, che rappresenta un punto cruciale del legame tra mamma e figlio (quando c'è, io purtroppo non ho potuto allattare), e per questo secondo me non può esser tolto drasticamente e con una bugia.
L'orsacchiotto per me è diverso, una bugia su di lui non rappresenta secondo me un distacco traumatico.
E comunque mia figlia ha il suo pupazzo col quale dorme, e può dormire anche con altri, nel mio caso mi chiedeva un giocattolo per usare il quale avrebbe dovuto andare in cameretta ed era notte fonda.
In realtà era stanca e la sua richiesta era comunque blanda, quando le ho risposto che quel gioco stava facendo la nanna anche lui come noi mi è sembrato persino che si tranquillizzasse, che nel suo modo di vedere le cose tutto tornava.
Conoscendola so che se le avessi detto "il giocattolo sta di là e non ci si gioca perchè è notte" la avrei innervosita, e a mio parere inutilmente.
Alla fine lei riproduce spesso gesti e situazioni con i suoi bambolotti, ad esempio viene da me e mi dice che il pupazzo ha fatto la cacca, che puzza e fa finta di cambiarlo.
Allora io cosa dovrei dirle?
Che non è vero, che non fa la cacca?
Invece la aiuto e la incoraggio nel cambiarlo.
Anche a me piace la verità, ma in certi modi e momenti non credo si faccia danno. Anzi, penso che si possa creare un passaggio intermedio.
esattamente
tu riporti il discorso su TUA FIGLIA perchè la conosci
io lo riporto su MIO figlio perchè lo conosco e non avrei potuto dirgli che il trenino faceva la ninna (semmai avrei potuto raccontargli che era fermo perchè i meccanici dovevano ripararlo) perchè mi avrebbe riso in faccia
Le nostre idee sono forgiate sull'esperienza attuale io madre-lui/lei figlio, proprio quel figlio non il figlio generico, quindi perchè devo presumere che per il figlio di nene sarebbe stato meglio strepitare una settimana a cercare una tetta che la mamma cattiva non voleva dargli piuttosto che saggiare con mano che, essendo diventato lui grande la tetta di mamma non era più buona per lui, senza fare una lacrima?
In quel caso era giusto farlo disperare per nottate intere, farlo diventare isterico?
La nana si sarebbe innervosita, con una bugia (per il suo e per il tuo bene, o per lo meno per quello che credevi fosse il vostro bene) hai evitato il nervoso, nene ha fatto lo stesso(evitando lacrime e disperazione) e allora?
Credi davvero che francesco divenuto grande potrà rinfacciarle la tetta amara alla soglia dei 3 anni, più di quanto possa fare un bambino con la storia di babbo natale?
Io non lo credo
