Bè, perchè è così da sempre, certo, il lettone è simbolo dell'unione tra due persone...però la sessualità credo che si sia "modernizzata", nel senso che il letto non è l'unico luogo dove una coppia fa l'amore..penso che sia quello preferibile, ma non l'unico..
Non c'entrerà molto, però nel lettone non ci dormono solo i coniugi.. io nel lettone ho dormito spesso e volentieri con mia madre, mia suocera, mia cognata, mia nonna, alcune mie amiche..ho due amiche, sorelle, che vivono nella stessa casa e dormono nello stesso letto..non certo a fini sessuali..
LETTONE SI, LETTONE NO
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perché il sonno condiviso è DA SEMPRE diatriba fra pediatri, psicologi, pedagogisti e mamme.Lella wrote:ma a quale pro scusa condannare il sonno condiviso e basta?loffin wrote: Poi c'è tutto il resto dell'affettività FISICA da gestire, fuori dal lettone, il bagno, le coccole, i baci, ma davvero vogliamo dare a tutto ciò una valenza sessuale? davvero dobbiamo stare attenti alla fisicità AFFETTIVA coi nostri figli? ma non ti pare che sia solo l'ennesima maniera per trovare l'escamotage di condannare il sonno condiviso e basta?
Io ci sto riflettendo come voi, non dico che mi ha confinta, ma ci penso, la considero come un'eventuale verità, non la catalogo subito come una cazzata solo perchè Jacopo mi ci si infila nel lettone e nessuno si deve permettere neanche di ipotizzare che potrebbe avere difficoltà al distacco o addirittura disturbi sessuali!
Pare un retaggio di una civiltà TRIBALE, tant'è che la rivista ufficiale pediatrica UPPA nell'arco di tre anni ha dovuto smentire e fare l'abiura a ciò che aveva detto.
Non parlo di psicologi, parlo di scienziati che hanno appurato un dato: nei paesi dove il sonno condiviso è ABITUDINE, non è messo in condizione, NON ESISTE la SIDS.
Ora stanno studiando il perché.
Questo è un problema CONCRETO, capire il perché.
E non è cosa da poco, e non lo so dicendo IO ma lo dice la rivista UFFICIALE dei pediatri.
Ora, possiamo mettere la testa sotto il cuscino, aggrapparci alle teorie di sedicenti psicologi, ma esistono degli studi SCIENTIFICI che stanno andando in questa direzione, cioè stanno cercando di capire, se il sonno NON CONDIVISO sia solo un processo CULTURALE della nostra società e non un REALE BISOGNO del bambino o del genitore.
Negli anni '70 ci stavano convincendo che i latti artificiali fossero più completi di quello di mamma, che l'attarci alla tetta fosse un gesto TRIBALE e ANIMALESCO con un impatto SESSUALE troppo forte, rappresentando il succhiare e la tetta fonte di PIACERE SESSUALE.
All'epoca erano le case farmaceutiche a SPINGERE in tal senso, perché vendevano L.A., in questi anni magari è stata l'IKEA che vende culli e lettini.
ti lascio un paio di link di UPPA
questo è il più bello
http://www.uppa.it/uppa/article/530
e poi questi che sono interessanti
http://www.uppa.it/uppa/article/531
http://www.uppa.it/uppa/article/532
http://www.uppa.it/uppa/magazine/27
http://www.uppa.it/uppa/special_issue/27
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io riporto sempre un passo di un libro che non ha nulla a che vedere con la genitorialità, ed è "l'insostenibile leggerezza dell'essere".Chicca81 wrote:Bè, perchè è così da sempre, certo, il lettone è simbolo dell'unione tra due persone...però la sessualità credo che si sia "modernizzata", nel senso che il letto non è l'unico luogo dove una coppia fa l'amore..penso che sia quello preferibile, ma non l'unico..
Non c'entrerà molto, però nel lettone non ci dormono solo i coniugi.. io nel lettone ho dormito spesso e volentieri con mia madre, mia suocera, mia cognata, mia nonna, alcune mie amiche..ho due amiche, sorelle, che vivono nella stessa casa e dormono nello stesso letto..non certo a fini sessuali..
Tomas, ha amicizie puramente erotiche, dopo che ha fatto l'amore desidera che queste donne se ne vadano, non sopporta l'idea di dormire con loro. Quando conosce Teresa, capisce che l'utilizzo del letto ha cambiato per lui valore e dice che se il desiderio sessuale è applicabile ad un diverso numero di persone, il desiderio di dormire accanto a qualcuno e risvegliarsi con questi è applicabile ad un numero limitatissimo di persone.
questo lo scrive NON uno psicologo, NON un pediatra.
UN UOMO.