Riflessione sulla ricerca sulle cellule staminali

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MariannaMJ

Post by MariannaMJ »

Ambra wrote: Questi "embrioni" poi senza un utero comunque non sopravviverebbero.
Voi che siete contrarie alla sperimentazione sulle cellule staminali
embrionali siete anche contrarie alla PMA?
questa domanda mi fa spaziare con la mente, avvicindandomi ad es. all'aborto volontario. un conto è essere contrari "a prescindere" per fede o qualunque altra convinzione personale e decidere per sè, un conto è voler decidere per gli altri.

leggendo il post iniziale quasi quasi mi sentivo ferita (sarà che l'ultimo aborto interno è stato precoce, però per me anche qualche migliaio di cellule mi farebbero percepire un embrione come un essere umano).
ma nel mio utero.

se avessi mia sorella malata e ci fosse anche un miliardesimo di possibilità di salvarla con le staminali embrionali non ci penserei due volte a consegnare i miei ovuli e sperare che da una provetta si possa salvare una vita.
non farlo mi sembrerebbe assurdo.
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kia
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Post by kia »

mi piacciono gli interventi di lauradani, in particolare il primo che rispecchia abbastanza bene il mio pensiero.

la condivido anche quando dice che rispondere alla domanda di ambra sulla posizione rispetto alla pma sia come camminare sulle uova.

provo a dare una risposta plausibile per chi è contrario all'utilizzo delle cellule staminali tratte da embrione mentre è favorevole alla pma: quest'ultima è finalizzata alla creazione della vita; la prima nega la possibilità ad un potenziale essere umano di diventare tale. La persona già esistente che soffre può essere curata con l'utilizzo di staminali adulte o con quelle del cordone.

Resta fermo il fatto che l'embrione senza utero non è destinato a diventare alcunché.

Cosa penso io? che la prospettiva che porta a prendere una posizione favorevole o contraria all'utilizzo dell'embrione per la ricerca non può prescindere da quel senso di non so che (morale? fede?non saprei come chiamarlo) che però dà la vaga sensazione di "sacrificare" una vita volutamente e con intenzionalità.

Cerco di spiegarmi: la persona che si ammala si ammala per volontà di nessuno, insomma non c'è un responsabile di questo. Certo il progresso scientifico ci consente di ampliare le possibilità di trovare cure e quindi aiutare il malato se non a guarire quanto meno a stare meglio ma nessuno è artefice della patologia di quella persona.
Quando invece si decide di usare un embrione, che è, o quanto meno è vissuto e sentito da molti come lo stadio iniziale della vita, la sensazione "sgradevole" è quella di volontariamente e scientemente sopprimere quella vita.

So che molte sono le obiezioni che potrebbero essere mosse a questa spiegazione perché di fatto è davvero difficile da spiegare.

Sotto il profilo scientifico le puntualizzazioni di mirk oe ambra non fanno una piega: senza utero l'embrione non diventa vita.

Ma purtroppo quando si parla di certe cose è quasi impossibile ragionare solo scientificamente o meglio ognuno, in base al proprio sentire, esprime delle considerazioni che vanno anche oltre la scienza e questo non è di per sé sbagliato.
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Chloe83

Post by Chloe83 »

(sarò buona, lo prometto).
Dico la mia: non mi riesce considerare una blastocisti un grumo di cellule, non perchè le attribuisca "un'anima" o una sensibilità al dolore, ma perchè la vedo in potenza di quello che può diventare. Il fatto che quelle utilizzate per la ricerca siano blastocisti create da donatori non diminuisce per me il loro valore rispetto a quelle che si formano in utero (ed è ovvio che io la pensi così, è noto che sono favorevole alla pma in qualunque forma). Una blasto senza utero non è niente, è vero, ma a dirla semplice "un utero adottivo per una blasto si trova sempre", dunque l'assenza di utero non la vedo come condizione assoluta, ma volontaria: si sceglie di non destinare una blasto a un utero.
Detto questo, tutto ciò, nonostante mi permanga un disagio di fondo, è innegabile che le staminali embrionali abbiano potenzialità che quelle adulte o quelle del cordone non hanno, ed è innegabile, per me, che tra due mali si debba scegliere il minore.
Negare la vita a una blastocisti, per quanto brutto, per me è meno brutto di negare la (possibilità di) guarigione a persone malate.
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