Rie wrote:temo che ci tocchi incrociare le dita, navigare a vista e correggere le manifestazioni di comportamenti negativi quando si presentano.
Una parte di me non riesce a liberarsi del pensiero che i bambini siano "cattivi" (nel senso di egoisti e prevaricatori, non di teppisti)
per natura, e tocchi all'educazione portarli a comportamenti sociali accettabili.
Ma un'altra parte di me vede anche spontanei moti di generosità e altruismo.
Credo che la verità stia nel mezzo.
I bambini, come tutti noi, hanno in sé il bene e il male, ed è una cosa di cui, probabilmente, non si deve fare un dramma, pur nella fermezza nell'arginare il loro lato negativo. Quello che in noi adulti è già (o dovrebbe essere) arginato dal superio già ben assestato.
Sul come si fa a crescere un bimbo "dalla parte dei buoni", non so dirti.
So che molte di voi contano sull'esempio, io in quello non ho molta fiducia, e se vedo qualcosa di storto cerco di raddrizzarelo a costo di essere energica, e financo non rispettosa del naturale sviluppo del bambino, nel momento in cui mi sembra che lo stia portando dalla parte sbagliata...
Ad esempio a volte Federico è stato all'inizio dell'anno di asilo troppo "manesco" nei rapporto con i compagni. Niente di eccezionale, capita a tanti, e a maggior ragione a lui che ha difficoltà di linguaggio. Ma io e mio marito su questo ci siamo andati giù abbastanza duri, perché non eravamo disposti a tollerarlo, e Fede si è dato une ragolata, anche prima che il linguaggio migliorasse, e dunque, presumo, che i conflitti con i coetanei potessero essere risolti a parole e non a spintoni.
Ma una ricetta fissa non credo che ci sia.
Perciò mi rilasso... e leggo Polly tremando e pensando all'adolescenza :ahahaha:
PS: Gwen, guarda che bibi ha rimesso in NANI, te prego reintroduci la nana, se proprio devi e non ti piace "Mia figlia" "la mia bambina", perché "palletta" non si può sentire