Anoressia, bulimia & Co.

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.

Moderator: Paola

Gwen

Post by Gwen »

Luvetta wrote:Non si diventa anoressiche perchè si vuol dimagrire.
Una dieta dimagrante è un innesco, ma la bomba, la vera bomba, c'è già.
Io ho due maschi, ma comunque sto impegnandomi per svincolare il cibo da qualsiasi altro valore che non sia il sostentamento.
Non è un premio, non è una dimostrazione di affetto, non sei bravo se mangi la verdura e cattivo se mangi il dolce.
Per il resto, sono tutta orecchi.
tante volte si dice "bravo" per la verdura per una questione di valori nutrizionali, però in effetti si sbaglia anche non volendo.

Io nel mio piccolo ho la nana che non mangia, ho da subito adottato, nonostante l'ansia che mi portavo dentro, il meccanismo del non forzare, il pediatra mi ha anche consigliato di liberare il momento del pasto da ogni forma di ansia, quindi niente "oddio devi mangiare!" niente di niente, se non vuoi mangiare non mangi, mangi quello che vuoi, mangi quando vuoi.
Anche se il discorso non mi piace un granchè per altri motivi sono troppo terrorizzata dalla paura di caricare il cibo di accezioni negative.

Ma il fatto è che la nana la vedo proprio disinteressata al cibo nella maggiorparte dei casi, salvo per pizza, gelato o cose del genere (e che io non le riufiuto comunque).

Ma perchè è disinteressata?
Questo potrebbe essere un segno di predisposizione?
Eppure noi andiamo spesso a cena fuori, in vacanza le offro molti piatti, non mi pare di non circondare di festa il momento alimentare.....
Gwen

Post by Gwen »

smile77 wrote:ho avuto una compagna di banco che è arrivata a 33 kg., dopo di che per 10 anni ha rimbalzato fra momenti di apparente guarigione a momenti di bulimia, ma alla fine ne è uscita fuori.
entrare dentro al circolo vizioso è molto più facile che uscirne
Io non ne so più di te ma penso che tanto sta nell'esempio: se io ho un buon rapporto col cibo e cerco di insegnarlo a mio figlio , spero che in futuro non sfoghi le sue insicurezze sul cibo.
Quindi una alimentazione sana senza esagerazioni di nessun tipo e ogni tanto un peccato di gola penso siano una buona base.
se invece vede me essere nervosa nei confronti del cibo poi lo sente e potrebbe imitarmi.
sì ma a parte questo ora io non ci penso perchè la nana è semiinappetente, ma non è che per paura di disturbi alimentari non si regoli nemmeno il cibo?
Cioè io già mi ritengo fortunata quando lei mangia qualcosa, ma non posso lasciarla fare a lungo temendo che non mangi lasciandola andare avanti a pizza e mai a verdura.
Insomma non vorrei nemmeno commettere l'errore della pessima alimentazione per non appesantire il momento dell'alimentazione.
Non so se riuscirei a dirle "mangi questo e non altro" con questa paura.Avessi una figlia che mangia tutto di gusto sarebbe diverso....
Azur
Admin
Admin
Posts: 5019
Joined: Fri Dec 15, 2006 8:03 pm

Post by Azur »

Luvetta wrote:Non si diventa anoressiche perchè si vuol dimagrire.
Una dieta dimagrante è un innesco, ma la bomba, la vera bomba, c'è già.
Io ho due maschi, ma comunque sto impegnandomi per svincolare il cibo da qualsiasi altro valore che non sia il sostentamento.
Non è un premio, non è una dimostrazione di affetto, non sei bravo se mangi la verdura e cattivo se mangi il dolce.
Quoto.

Il (cattivo uso del) cibo è un sintomo.
Il problema è altrove.

Quello che come genitori possiamo fare per cercare di evitare che "scelgano" il cibo come strumento credo sia quello che dice Luv:
il cibo è energia che serve al nostro corpo per funzionare (in quest'ottica puoi spiegare alla tua bimba che per crescere bene serve il mattoncino-proteina che viene da xy, il mattoncino-vitamina che viene da yy, ecc, per cui è importante mangiare un po' di tutto per avere tutti gli strumenti necessari per costruire bene la casa-corpo, però in questo modo eviti di assegnare un "valore" a un determinato alimento), i bambini, sopratutto piccoli, sono in grado di usarlo correttamente, finché non interferiscono i messaggi sociali sbagliati.

Quindi io ad esempio cerco di
-rispettare le loro sensazioni fisiche (fame/non fame, se sono capaci di ascoltare il loro corpo - i bimbi piccoli in genere lo sono- sanno molto meglio di noi quanto cibo gli serve)
-evitare di associare il mangiare/non mangiare, o il mangiare un determinato alimento, a determinati valori (bravo/cattivo)
(questo è forse la cosa più difficile perché la nostra società è PIENA di giudizi di valore legati al cibo, dal fioretto "non mangio dolci in quaresima" alla pubblicità "faccio l'amore con il sapore", ai miliardi di commenti "oddio, ho mangiato da fare schifo" che si sentono al parco, al supermercato, per strada e dalla parrucchiera, e a cui sono esposti anche i bambini, fin da piccolissimi)
(provate a fare un esperimento, e annotare in una giornata QUANTI messaggi di questo genere sentite, è impressionante!)
- evitare commenti che danno valore alla magrezza (e giudizi sul corpo, nostro - importantissimo perché siamo i loro primi e primcipali modelli - e altrui)
- non si usa il cibo come premio
- non si punisce chi non ha voglia di finire il piatto

sicuramente c'è altro, ma al momento è quello che mi viene in mente :D
Locked