lenina wrote:Posso dirti che le punizioni rendono più difficile il controllo perchè lo fanno vivere con la paura e possono peggiorare le cose.
Questo con discreta sicurezza.
E anche che piuttosto che colpevolizzarlo se non lo avete già fatto farei dei controlli precisi perchè è probabile che senta scorrettamente lo stimolo.
L'enuresi frequente notturna o diurna che sia non è un dispetto, se un bambino quando è molto preso da qualcosa arriva a farsi la pipì addosso non è colpa del gioco ma comunque di qualche meccanismo che ancora non funziona bene (non è "normale" che debba farci attenzione)
di solito questi meccanismo si rimettono a posto da soli con il tempo, però appunto non è che "visto che sto giocando con il nintendo non vado a fare pipì" ma che come quando dorme il fatto di essere molto preso non fa sentire correttamente lo stimolo.
Anche se è meno conosciuta di quella notturna l'enuresi diurna colpisce quasi il 20% di bambini che soffrono di quella notturna.
Quindi un bimbo che soffre di enuresi ha una possibilità su 5 di avere problemi anche di giorno e nella maggioranza dei casi si sistemeranno da soli
quoto
Stefania, io ho Sofia così
Sofia ha 6 anni e 6 mesi. Di notte tiene ancora il pannolino ed è zuppissimo. Siamo ben lontano dal controllo notturno. Di giorno succede che per concentrazione su un gioco o un cartone animato, bagni le mutandine. Diciamo circa 3/4 volte a settimana.
Il nostro approccio? minimizzare sempre. All'inizio facevo fatica, ora lascio correre. Le dico che mi dispiace (per il giorno), che posso aiutarla ricordandole quando andare, ma di fatto è una iniziativa che deve partire da lei. Per la notte le ho spiegato per bene che il suo pancino non è pronto a svegliarla dal sonno profondo e quindi lascia andare la pipì. Le ho detto che crescendo il pancino imparerà.
Per ora Sofia non prova vergogna, e quindi lascio che le cose stiano così. Quando subentrerà questa nuova fase di pudore, allora (già d'accordo con la pediatra) valuteremo se darle la desmopressina (l'ormone che fa trattenere la pipì, in sostanza quello che ancora non viene prodotto a sufficienza in chi è affetto da enuresi)

