Pietro Maso, Erika Nardi & Co.

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Moderator: Paola

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kia
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Post by kia »

la domanda dovrebbe prima essere rivolta al reato generico di omicidio: perché ci sono persone che uccidono e altre che non lo fanno?

i moventi degli omicidi (gelosia, soldi, vendetta, insofferenza ecc...) possono essere vari ma non tutte le persone che provano gelosia o vendetta o insofferenza o che bramano denaro o potere arrivano ad uccidere.

quindi a monte sarebbe curioso capire quali siano le caratteristiche degli assassini, ammesso che sia possibile tracciare un profilo che accomuni tutte queste persone.

poi i delitti nell'ambito familiare pare siano ancor più frequenti che non all'esterno. A partire dai reati "minori" (come le percorsse, la violenza anche psicologica) fino a quelli peggiori (gli abusi sessuali, l'omicidio, l'infanticidio).

come al solito credo sia difficile fare delle generalizzazioni, così come credo che nessuno (forse nemmeno l'autore del reato stesso) possa davvero capire quali siano le cause scatenanti che portano a compiere certi gesti estremi.

non penso nemmeno che sia possibile individuare delle "predisposizioni" all'omicidio sotto il profilo genetico o caratteriale. Sicuramente l'ambiente può influenzare, così come molti altri fattori.

forse le noimamme psicologhe o psicoterapeutiche possono darci qualche spunto di riflessione al riguardo.
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Gwen

Post by Gwen »

kia wrote:la domanda dovrebbe prima essere rivolta al reato generico di omicidio: perché ci sono persone che uccidono e altre che non lo fanno?

i moventi degli omicidi (gelosia, soldi, vendetta, insofferenza ecc...) possono essere vari ma non tutte le persone che provano gelosia o vendetta o insofferenza o che bramano denaro o potere arrivano ad uccidere.

quindi a monte sarebbe curioso capire quali siano le caratteristiche degli assassini, ammesso che sia possibile tracciare un profilo che accomuni tutte queste persone.

poi i delitti nell'ambito familiare pare siano ancor più frequenti che non all'esterno. A partire dai reati "minori" (come le percorsse, la violenza anche psicologica) fino a quelli peggiori (gli abusi sessuali, l'omicidio, l'infanticidio).

come al solito credo sia difficile fare delle generalizzazioni, così come credo che nessuno (forse nemmeno l'autore del reato stesso) possa davvero capire quali siano le cause scatenanti che portano a compiere certi gesti estremi.

non penso nemmeno che sia possibile individuare delle "predisposizioni" all'omicidio sotto il profilo genetico o caratteriale. Sicuramente l'ambiente può influenzare, così come molti altri fattori.

forse le noimamme psicologhe o psicoterapeutiche possono darci qualche spunto di riflessione al riguardo.
Sì sì abbiamo parlato spesso di come considerare un assassino, sotto tanti punti di vista, quello che mi sconvolge nel caso specifico è pensare ad un figlio che arriva ad uccidere chi ti ha amato e protetto. Chi ti ha dato la vita.

E sì, gli omicidi in ambito familiare sono i più frequenti ma non mi sento di accomunare l'omicidio di uno zio o di un coniuge a quello di un figlio verso la madre o viceversa, per me questi ultimi sono ancor più assurdi, ancor meno comprensibili, mi sembrano contro natura.
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emy
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Post by emy »

Pensare a questo mi fa star male anche a me.
Non so se sia così semplice catalogare il motivo di questi omicidi, eppure ci sono anche genitori che uccidono i figli, e non so se è sempre perchè si va fuori di testa.

Kia ha detto bene, bisognerebbe prima entrare nelle menti di questi assassini.
Chissà se è vero che i genitori li hanno amati, forse no e dopo una vita (breve) di sopprusi, un'adolescente o poco più può arrivare a tanto.
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"Quando ormai si vola non si può cadere più" (Vasco Rossi).
Ciao Max.

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