ecco intendevo questo... (mi sono sciola sulle castagne....)lory76 wrote:Ho evidenziato tre passaggi:
- io parto dal presupposto che anche se non voglio che mia figlia sia la mia badante in vecchiaia, vorrei da lei amore e rispetto, non sono solo il contenitore che l'ha messa al mondo.
Non ho pretese su come vorra' vivere la sua vita, su che tipo di persona vorra' essere, ma anche lei qualche responsabilita' verso di me ce l'avra' eccome!
-qui nessuno mi pare butti giu casa per in momenti critici con i propri figli.
credo sia una tua esagerazione che inizia e finisce nel tuo intervento.
- io potro' cercare di essere la madre di cui lei ha bisogno, ma credo che anch'io ho il diritto di essere la persona che piu' mi e' umanamente accettabile.
Se tu, per come sei naturalmente, sei gia' la madre che tua figlia vorrebbe, rallegrati.
Io sono una madre che cerca ogni giorno di trovare tanti punti in comune con mia figlia.
Ho fatto tanti errori, tanti sbagli dettati dall'umana fragilita', ma credo comunque di poter portare con orgoglio la parola mamma di fronte a mia figlia.
Non credo che un BASTA gridato ogni tanto possa restare impresso in lei piu' delle nostre ore a farci le coccole, a colorare insieme, a passeggiare nei boschi cercando castagne.
Magari anche chi urla sa che c'e' di meglio come alternativa, ma non ci riesce e se lo perdona.
amen, cerca di dare di piu' in un'altro campo.
ALZARE LA VOCE
Moderator: Paola
- alce
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Gwen
Ma certo che i figli amano le madri con tutti i difetti. Ci mancherebbe.lory76 wrote:Ti quoto, parole che potrei avere detto io.
Forse i nostri figli ci amano con per i nostri difetti.
Però dipende pure da che difetti, e qui non sto pensando a voi, ma come al solito a mio padre: io lo amo NONOSTANTE i suoi difetti, che hanno invece messo a dura prova il mio amore e la mia sopportazione filiale.
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Chloe83
Solange wrote:Bon, alzo le mani perchè è evidente che siamo su due universi paralleli.
Io forse confondo "un sacco di cose" ma voi forse non avete capito minimamente il discorso di una mamma che si sente solo umana e meno che perfetta che non si arroga il diritto di urlare, che non lo ritiene un metodo educativo e che non lo fa per sfogarsi sui figli ma come errore, sapendo che è un errore, sapendo che può scappare e per questo comunque perdonabile se si ha un minimo di senso critico.
Detto questo non entrerò più in questa discussione perchè è diventata un "noi e voi" che non ho mai apprezzato, dove non c'è stato un vero scambio ma solo il ripetersi continuo del "IO non lo farò MAI" e dove tra l'altro il "voi" ha un modo anche abbastanza palese di sottintendere che "noi" siamo comunque un po' peggiori.
Mah, no, non penso che "voi" (voi che condividete una stessa opinione, non "voi" inteso come voi guelfe contro noi ghibelline, eh) non siate un po' peggiori.
Penso che urlare sia un po' peggio di non urlare.
E mi sembra normale che sia così, nel momento in cui ci si impegna a fare una cosa piuttosto che un'altra è perchè la si ritiene migliore dell'altra.
Per me, se si riconosce che una cosa è un grave errore, altro che perdonarsi e dirsi che si è umane: si cerca il modo di non farla più. Non vale ovviamente per tutti gli errori, ma vale ferreamente per gli errori che io giudico gravi, che poi non credere, non sono mica tanti. Sono un paio di certezze, non di più, ma quelle cementate, appartengono all'universo delle cose infattibili, che non possono e non devono scappare o succedere (e credo che ognuno ne abbia qualcuna, non penso sia "umano" essere possibilisti su tutto).
Sono certezze soggettive, è chiaro che tu, o altre, date al gridare un peso diverso, lo ritenete magari un errore meno grave di me, ritenete forse più gravi degli errori che io invece ritengo peccati veniali (chessò, Alce dice di doversi perdonare di fumare: mio marito fuma, fuori, e per me, nei riguardi della nani, non ha niente da perdonarsi e non sta facendo proprio nessun errore).