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Pandina wrote:eccheccazz Silvi, ma potevi arrivare prima no? :ahahaha:
Faccio prima a quotarti a prescindere.
io sono arrivata da molto, sono intervenuta solo ora perchè si rischiava di far passare dei messaggi incompleti o errati proprio. è il mio campo pandì. tu del resto foto bellerrima. :cisssss:
Silvi wrote:ah quoto tanto che gli insegnanti come gli psicoterapeuti e i cantanti spesso soffrono di polipi alle corde vocali, pensa te
Presente!
E' impossibile in classe non urlare mai!
IMPOSSIBILE!
Fosse solo per sovrastare il vociare continuo dei bambini!
Io non sono una maestra che fa dell'urlo un metodo educativo però dico che a volte serve.
moon373 wrote:Infatti!
Ogni bambino vive la realtà familiare ma non solo: vivrà quella del mondo esterno.
E siccome che fuori casa c'è di tutto, fnche sono molto piccoli si può rimediare magari cercando di "filtrare" gli ambienti ed eliminare quelli che riteniamo nocivi ma poi?
I bambini frequenteranno la scuola e ci può essere la maestra che urla, ci può essere il compagno che mena, ci può essere l'amichetta che spara parolacce a più non posso.
Allora, che si fa?
Si va dalla maestra e si chiede di evitare l'urlo (difficile!), si va dal papà del manesco e si chiede di intervenire.........................ma poi?
Si arriva pure da miss parolaccia e si chiede di non sparare epiteti in casa perchè nostro figlio non è abituato?
Quello che voglio dire è che i nostri figli si troveranno ad interagire con bambini provenienti da famiglie più disparate e hai voglia tu a creargli un ambiente ideale, prima o poi verrà a contatto con realtà diverse che non vivrà direttamente ma, in minima parte, le assorbirà!
Ma certo che i figli andranno a contatto con situazioni esterne non ideali!Ma non vedo perchè questo sia un attenuante verso se stessi se invece in casa non si accetta un atteggiamento simile e personalmente combatterei il bimbo manesco, il professore urlatore ecc.
ovvio che poi mio figlio dovrà vedersela da solo, ma con una base che gli faccia capire anche con l'esempio quello che è giusto e quello che non lo è, e non vedo perchè rassegnari ad atteggiamenti esterni sbagliati, considerandoli normali solo perchè frequenti.