ALZARE LA VOCE

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madda77
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Post by madda77 »

Solange wrote:Sono sincera, pur vedendomi d'accordo con voi - Chloe e Gwen - non riesco ad avere la vostra stessa sicurezza e probabilmente non lo voglio nemmeno.

Anche il mio vissuto non è stato facile e sicuramente mia madre non è il modello educativo a cui mi ispiro. Però c'è quell'IO GENITORE che ognuna porta dentro di sè e che a tratti esce, inevitabilmente.

E talvolta credo anche che sia utile farlo uscire per rimettersi in discussione, per capire e per trarne comunque un insegnamento e anche, spesso, per capire le scelte dei nostri genitori e perdonare i loro errori.

Io non riesco a vedere un mio errore come qualcosa di imperdonabile o per cui mettermi in croce ma lo vedo piuttosto come un momento di crescita e riflessione, non solo perchè dopo non ripeterò più lo stesso esbaglio (fosse vero e davvero così facile!).

Io non riesco nemmeno a praticare l'autocontrollo sempre perchè non lo ritengo educativo per mia figlia e lo ritengo una violenza contro me stessa; se Sveva ha una madre sempre impeccabile e paziente che non ha mai scatti di rabbia o frustrazioni - posto che non le sfoghi su di lei -, come potrà affrontare le sue stesse frustrazioni e le sue incazzature senza sentirsi sbagliata?

Non sto dicendo che allora è necessario avere scatti d'ira perchè lei impari che è normale averne, ma solo che è UMANO averne, è UMANO perdere a volte il controllo e se si sa fare ammenda, se si sa chiedere scusa si sta comunque insegnando qualcosa di importante ai propri figli.

Anche, se non so perdonare i miei errori, se sono così intransigente con me stessa, come potrò non esserlo con mia figlia, come farò ad accettare i SUOI inevitabili errori?

Sarà che nel momento del parto ho capito una lezione importante e cioè che non ci sono soltanto io ma c'è anche lei che decide, quindi io posso fare mille congetture ma poi metà del lavoro lo farà comunque Sveva a modo suo.
E ho imparato che non posso sapere che madre sarò perchè ora sono diversa dalla madre che ero 2 mesi fa e da quella che sarò fra 4 o 15 anni, io non ho aspettative nè su di lei nè tanto meno su me stessa perchè il rapporto si costruisce giorno per giorno, perchè è ancora troppo piccola perchè io possa sapere che madre sarò e che figlia sarà lei, perchè io posso immaginarmi come una madre estremamente affettuosa e coccolona ma invece magari lei avrà bisogno di una madre pratica e poco sentimentale, magari sarà una che saprà prendere le sue decisioni senza interpellare nessuno o magari avrà bisogno di essere continuamente guidata e consigliata.

Chi lo sa.

Anzi, so che vorrei essere la madre che avrei voluto avere e se ci penso quella madre si incazza anche, sa vedere oltre il solo bianco e solo nero, sa essere autoironica, è spiritosa, sempre pronta al dialogo ma sicuramente imperfetta.

Speriamo che anche Sveva la pensi così! :o)
Solange, che belle parole che hai scritto, e quasi mi sono commossa nel leggerti perché era come leggermi dentro.
Anch'io la penso esattamente come te.
:bacio:
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madda77
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Post by madda77 »

Gwen wrote:Io fossi stata la tua amica mi sarei incazzata con te che ridevi, mica con la Kily.
Gwen cara, credimi, mi sei simpatica perché ti trovo stimolante ed interessante ma
non ne lasci passare mezzaaaaaaaa :fing:
Azz. :cisssss:

Io, invece, fossi stata l'amica di Caterina, e - beninteso - nel contesto da lei descritto, avrei compreso benissimo il suo riso e lo avrei senz'altro condiviso.
E' vero l'atto è sbagliato in sè ma, diamine, contestualizziamolo :ok:
Certo, se poi nostro figlio comincia a praticare come sport preferito la spinta o la manata verso altri bambini il discorso cambia di grosso.
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Gwen

Post by Gwen »

Solange wrote:Sono sincera, pur vedendomi d'accordo con voi - Chloe e Gwen - non riesco ad avere la vostra stessa sicurezza e probabilmente non lo voglio nemmeno.

Anche il mio vissuto non è stato facile e sicuramente mia madre non è il modello educativo a cui mi ispiro. Però c'è quell'IO GENITORE che ognuna porta dentro di sè e che a tratti esce, inevitabilmente.

E talvolta credo anche che sia utile farlo uscire per rimettersi in discussione, per capire e per trarne comunque un insegnamento e anche, spesso, per capire le scelte dei nostri genitori e perdonare i loro errori.

Io non riesco a vedere un mio errore come qualcosa di imperdonabile o per cui mettermi in croce ma lo vedo piuttosto come un momento di crescita e riflessione, non solo perchè dopo non ripeterò più lo stesso esbaglio (fosse vero e davvero così facile!).

Io non riesco nemmeno a praticare l'autocontrollo sempre perchè non lo ritengo educativo per mia figlia e lo ritengo una violenza contro me stessa; se Sveva ha una madre sempre impeccabile e paziente che non ha mai scatti di rabbia o frustrazioni - posto che non le sfoghi su di lei -, come potrà affrontare le sue stesse frustrazioni e le sue incazzature senza sentirsi sbagliata?

Non sto dicendo che allora è necessario avere scatti d'ira perchè lei impari che è normale averne, ma solo che è UMANO averne, è UMANO perdere a volte il controllo e se si sa fare ammenda, se si sa chiedere scusa si sta comunque insegnando qualcosa di importante ai propri figli.

Anche, se non so perdonare i miei errori, se sono così intransigente con me stessa, come potrò non esserlo con mia figlia, come farò ad accettare i SUOI inevitabili errori?

Sarà che nel momento del parto ho capito una lezione importante e cioè che non ci sono soltanto io ma c'è anche lei che decide, quindi io posso fare mille congetture ma poi metà del lavoro lo farà comunque Sveva a modo suo.
E ho imparato che non posso sapere che madre sarò perchè ora sono diversa dalla madre che ero 2 mesi fa e da quella che sarò fra 4 o 15 anni, io non ho aspettative nè su di lei nè tanto meno su me stessa perchè il rapporto si costruisce giorno per giorno, perchè è ancora troppo piccola perchè io possa sapere che madre sarò e che figlia sarà lei, perchè io posso immaginarmi come una madre estremamente affettuosa e coccolona ma invece magari lei avrà bisogno di una madre pratica e poco sentimentale, magari sarà una che saprà prendere le sue decisioni senza interpellare nessuno o magari avrà bisogno di essere continuamente guidata e consigliata.

Chi lo sa.

Anzi, so che vorrei essere la madre che avrei voluto avere e se ci penso quella madre si incazza anche, sa vedere oltre il solo bianco e solo nero, sa essere autoironica, è spiritosa, sempre pronta al dialogo ma sicuramente imperfetta.

Speriamo che anche Sveva la pensi così! :o)
Solange ma io non sto mica dicendo che non sia umano perdere la pazienza, lo è, ed in quanto tale potrà capitare anche a me. Sicuramente mi servirebbe da lezione e chiederei scusa, quindi sulla riflessione e il cercare di migliorarsi ci siamo.
L'unica differenza è che io non mi perdono molto facilmente, e mi sa che questo danneggia solo me. Perchè chi l'ha detto che se sono intransigente con me stessa lo debba essere pure con mia figlia?Anzi, con lei sono più che flessibile e sensibile.
E comunque io stessa cambio ogni giorno come mamma, perchè non ho un manuale della madre perfetta e nemmeno lo sono, e nè pretendo di esserlo, però mettersi in discussione non vuol dire necessariamente buttare all'aria quelle poche certezze che uno ha.
Che poi, davvero si tratta di poche basilari regole per me, e per di più ti dirò che alcune delle quali le rispetto senza sforzo, senza frustrazione alcuna, non reprimo nulla.
A me di usare le mani anche solo per uno sculaccione proprio NON VIENE, non mi viene nemmeno in mente.

E' tutto un discorso ben diverso dall'essere una mamma perfetta (e frustrata per questo) che pretende un figlio perfetto. Sia mai.
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