le mamme felici mentono

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Gwen

Post by Gwen »

Daria4ever wrote:ma il problema e' che razionalmente neppure io l'avrei detto e ho pure sottolineato che e' stata una situazione (quella del bimbo messo in lavatrice) che ho vissuto personalmente e mi ha fatto tremendamente soffrire, motivo in piu' perche' la mia testa registrasse quella frase prima che uscisse dalla bocca e la censurasse, ma cosi non e' stato, perche' purtroppo in certi frangenti ci sono persone, come me, che non controllano le reazioni emotive, sbagliando certo
Nessuno controlla perfettamente tutto :occhiodibue:
pensando a come discuto con mio marito io ho una specie di blocco che mi si mette in automatico, per quanto possa essere incazzata ci sono limiti oltre i quali non vado, magari ci son cose che sto per dire per quanto sono infervorata ma mi fermo perchè mi torna il pensiero" no, così posso ferirlo davvero".
E' solo che funzioniamo diversamente, tutti intendo.
lory76

Post by lory76 »

Gwen wrote:Secondo me i punti cruciali sono due:
che è sbagliato deridere o dare delle bugiarde alle mamme che hanno vissuto certi frangenti in maniera più serena, e questo mi pare lo pensino sia le mamme "serene" che quelle un pò meno.
e poi c'è il discorso che magari il tono e i termini dell'articolo potrebbero danneggiare chi ha uno stato d'animo già compromesso, perchè ti può far mancare lo sprone che può derivare dalla piena consapevolezza che la situazione che si vive deve essere cambiata.
Voglio dire, a volte si rischia di adagiarsi su cose tipo "ma sì non deve essere niente, capita a tutti, ci scherzano pure su!".
Devi pure calcolare che chi è intervenuto in questo post è comunque fuori da quegli stati d'animo attualmente e non possiamo sapere come prendono quell'articolo persone che ci sono ancora dentro. Oltre al fatto che non siamo tutti uguali.
Insomma, anche ci fosse il minimo rischio secondo me certi toni dovrebbero essere evitati in un articolo.
(oddio anche personalmente se avessi una amica con baby blues o depressione non credo le farei bene sminuendo quello che prova).
Nulla di personale contro di te gwen, ma ho quotato ed evidenziato questi passaggi per dire che chi soffre di dpp, non e' in un articolo che trova l'aiuto per uscire dalla malattia e credo gliene faccia un baffo.
Con la depressione post partum, ti rendi benissimo conto da sola che c'e' qualcosa di grave che non va, non e' leggendo stronzate su un giornale che ti dici: " ah be', forse tutto sommato e' normale che sto così!".
Il vero problema e' nella poca considerazione che si riscontra nella societa' se non addirittura nella famiglia.
Io purtroppo i pensieri violenti verso mia figlia li ho avuti e come mi sono resa conto la prima volta di averli, o addirittura di avere i flash in cui mi vedevo vicino alla sua culla a farle del male, ho capito che non era semplice stanchezza o scoramento.
Io ERO MALATA, di una malattia che spesso e' piu' facile tenere nascosta, quasi vergognandosene.
E ho chiesto aiuto al medico, non a Gioia o a Marie Claire.

E un altra cosa, la depressione post partum..... non si dimentica... si supera.
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Nat
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Post by Nat »

ho letto l'articolo
lo trovo poco originale, ne ho letti simili, in questo clima di mamme da blog
non mi fa ridere, mi fa l'effetto di una barzelletta già sentita
andare a discutere gli aspetti etici e morali di un pezzo ironico, di na barzelletta mi sembra sempre fuori luogo, una forzatura...
come se io mi mettessi a fare la morale ogni volta che B. viene chiamato nano, che potrebbe offendere i nani ecc...
per me si può dire che non fa ridere e basta.
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