Per me invece è indifferente il motivo scatenante perchè parto dal presupposto che se la lascio la lascio SEMPRE in posti dai quali lei può trarre insegnamento, felicità e divertimento.Paola M. wrote:Io ho più senso di colpa a lasciarla per il lavoro e per il fatto che voglio lavorare che non per questi momenti di crescita con le persone che io stessa amo, perché so che lo faccio per lei e non certo per me (come può essere il lavoro).
Senza questo piuttosto non la lascio proprio (e infatti non la ho lasciata fino a che non ha avuto più di un anno e fino a che non ho trovato una persona che vedevo proprio lei amava).
Perciò la causa per me è indifferente, solo che sono proprio io, che dopo un certo numero di ore non ho più la capacità di sopportazione della sua assenza e me la supererei se sapessi che invece tutta quella lontananza la fa felice.
Ma stare dalla mattina alla sera senza vedere la mamma come può renderla felice?
E' capitato 3 o 4 volte da che è nata, e perchè si trattava di situazioni nelle quali non la potevo portare, o se la portavo la avrei fatta star male peggio che senza di me, ma mi sono pesate TANTISSIMO.
Non credo si possa pensare che un bambino stia bene senza vederti tutto TUTTO il giorno, e se la cosa dovesse essere frequente. A qualunque età, per me non può essere il suo bene.
Il trucco sta proprio nella frequenza, se è sporadico è tutto una novità e può essere positivo, altrimenti è un'ingiustizia.
E questo per dimostrare che esistono eccome persone che fanno fatica a lasciare i figli agli altri, per rispondere a Polly
io sono una di quelle, lo faccio lo stesso ma in maniera molto ragionata, non frequente, col contagocce, a certe condizioni ecc.Polly wrote:mi riferivo alla frase che non ho quotato di teresa che diceva che a volte sii fa "molta molta fatica a lasciarli con altri", anche io non credo che sia tutta questa fativa ma forse per molte si, ecco non posso parlare per tutte!!!
