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caterina wrote:Io non credo che nessuna mamma qui dentro direbbe maledetto il giorno in cui sei nato ad un bambino di 5 anni.
Mi dissocio assolutamente da questa deduzione che avete fatto.
C'è differenza tra pensarlo, dirlo tra sè e sè, dirlo uscendo dalla stanza, dirlo ridendo mannaggià attè mannaggia, oppure dirlo guardando negli occhi ad un bambino grande.
Eccheccazzo, ci sono delle SANE vie di mezzo.
Io, ripeto, sono una di quelle che butta tutto sullo scherzo, nella vita, qui e con mia figlia.
Prendermi sul serio per me è letale, è dannoso.
E quindi scarico le mie ansie (vedi quella della kily che non mangia) dicendo tra me e me ma che mi pigli un colpo se faccio un altro figlio.
Ma qui si parlava di dire ad un figlio "ti butto dalla finestra" urlando, quando sei incazzato, di quello parlavo.
Ad uno come a cinque anni io provo lo stesso disagio di fronte a queste cose.
bah io sinceramente trovo ora esagerazione nel volersi ergere paladine delle vittime di pensieri per giunta spesso ironici.
Io stamattina ai miei bambini dopo l'ennesima lite li ho detto che li defenestrei!
Scandalo!
io sinceramente il "chi me l'ha fatto fare" l'ho sempre indirizzato a mio marito, ai miei figli non ricordo.
Entravo in crisi se solo non accorrevo tempestivamente ai loro pianti, figuriamoci come mi sarei vissuta il momento, l'attimo di desiderio di tornare indietro.
chiaramente è capitato lo stato di stanchezza, però più quando erano grandini che da neonati, sopratutto con il maschio che era un vero "pierino la peste".
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.