viola 52 wrote:ma qui non si parla di scelta, ma di rispetto di una regola che serve a rendere la gita, un momento piacevole.
ti assicuro che se fossi stata un'insegnante e mi avessero prospettato che la gita dovesse diventare pure il controllo delle comunicazioni, casa-figlio, avrei preferito non portarceli.
o ti fidi dell'attenzione che può prestare l'insegnante o non ti fidi, e nel secondo caso non vedo con quale spirito si decida di mandare un figlio in gita con persone di cui non ci si fida.
sull'effetto pedagogico della cosa, rimane un crederci o non crederci, però sinceramente l'esperienza in campo che vuoi o non vuoi ti fai dopo aver cresciuto 4 figli, ed esserti sperimentata in più direzioni, ho appurato che sopratutto oggi, in cui ci sono un miliardo di pericoli che ti possono colpire nei momenti più impensati, è bene che sin da quando si è piccoli si impari, primo a rispettare le regole e secondo a sviluppare un certo fiuto, cosa che fintanto che sei troppo dipendente sviluppi meno.
Viola sul primo punto me ne sbatto proprio, nel senso che che la maestra abbia o meno voglia di smazzarsi il problema telefonate non sono problemi miei.
Sulla validità della regola io non ho ancora capito: serve o no solo a quei bambini che potrebbero destabilizzarsi?Agli altri non serve, magari loro hanno la necessità opposta, quindi perchè considerare solo l'esigenza degli uni e non degli altri?
E hai ragione quando parli di indipendenza, dei danni che si creano con la troppa protezione, però qui si fanno passare quelle mamme che credono sia un loro diritto e dei loro figli garantire la possibilità di fare UNA telefonata al giorno come delle pazze ansiose da deridere.
E questo non mi sta bene, perchè una telefonata al giorno non mina l'autonomia dei figli e non danneggia nessuno.
Non si tratta di pretendere di sentire il proprio figlio ogni secondo o cose assurde del genere, allora ti avrei dato ragione.
E sono d'accordo sul fatto che il ruolo dell'insegnante vada rispettato, sono la prima a farlo, ma sono anche convinta che il rispetto e l'ascolto debba essere reciproco.
E sono anche per il rispetto delle regole, salvo però pretendere la debita spiegazione a avere la possibilità sacrosanta di contestare.
Non sempre le maestre hanno ragione tout court (nemmeno i genitori il confronto serve a questo), e a volte le contestazioni dei genitori servono a migliorarsi e a correggere il tiro.
Se mi dici che le maestre non possono smazzarsi una rogna simile e QUINDI la regola è imposta a tutti e basta io non ci sto.
Se mi spieghi il motivo pedagogico allora ci sto, ma ancora non mi è chiaro quale sia, avete parlato solo di alcuni bambini che potrebbero destabilizzarsi. E gli altri vengono ignorati, c'è dell'altro?Mi è sfuggito?