Per i genitori vietato telefonare

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Lelia
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Post by Lelia »

Chloe83 wrote:Mi andrebbe benissimo. Infatti lei non è mica obbligata a telefonarmi. Ma deve poterlo fare se vuole.
Sì, su questo sono già più d'accordo. Credo anche che le regole delle maestre non siano regole fisse, e se vedono che un bambino ha realmente bisogno di chiamare a casa facciano un'eccezione.
Che io mi ricordi a noi non è mai stato impedito di chiamare a casa durante le gite, ma non c'erano i cellulari quindi dovevi farti la coda all'unico telefono, o cercarti un telefono pubblico, la scheda telefonica, le monete...alla fine ti passava la voglia, se non c'erano motivi gravi.
Magari troverei una via di mezzo, lascerei il recapito dell'albergo, la possibilità di chiamare a casa dal telefono dell'albergo, la possibilità per i genitori di chiamare la maestra in caso di necessità...ma capisco che avere dei bambini in gita sempre attaccati al cellulare (perché come al solito ci sarebbe chi ne abuserebbe) non sia un'opzione meravigliosa per nessuno...
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Paola
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Post by Paola »

Mah, secondo me la COMUNICAZIONE va regolata e mai vietata.

Ogni giorno si potrebbe ipotizzare un calendario dei genitori che devono chiamare e a che ora, in maniera da rassicurare i bambini che il genitore chiamerà quel giorno lì e alla tal ora, così tocca a tutti e nessuno viene escluso e ci si "rafforza" anche dentro in attesa del proprio momento.

Nello stesso tempo vorrei che fosse fatto un discorso ai bambini in cui si dice loro che sono responsabili delle loro emozioni, che sono liberissimi di dire alla maestra quando hanno voglia di sentire i propri genitori e che si farà il possibile per venire loro incontro.

Nel caso si verifichi che un bambino abbia la necessità emotiva di chiamare direi che PRIMA DI PARTIRE deve essere CERTO di poterlo fare, CERTO che troverà un adulto disposto ad ascoltarlo ed aiutarlo e questo è compito delle maestre. succede che a catena tutti vogliono sentire mamma e papà fuori orario? allora ci si siede in gruppo e ci si ragiona insieme, proprio perché anche questo è crescere.

Un minore, a mio avviso, deve muoversi con questa SICUREZZA e quindi il discorso, prima che ai genitori deve essere fatto a loro, sul perché della scelta educativa e sull'impegno che si richiede da loro.

va anche spiegato che essendo un impegno EMOTIVO potrebbe scontrarsi con una parte di loro che non conoscono (la paura, la nostalgia, la tristezza) e che quindi NON devono vergognarsi se non riescono a "sopportare" la distanza emotiva.

Insomma, val bene la scelta educativa, va bene una regola, ma parliamo di emozioni e quindi vanno rispettate in quanto tali e non vanno NEGATE, mai nel nome dell'organizzazione.

Sennò, meglio l'anarchia.
Oui, Je suis Zizzià.
Gwen

Post by Gwen »

viola 52 wrote:ma qui non si parla di scelta, ma di rispetto di una regola che serve a rendere la gita, un momento piacevole.
ti assicuro che se fossi stata un'insegnante e mi avessero prospettato che la gita dovesse diventare pure il controllo delle comunicazioni, casa-figlio, avrei preferito non portarceli.
o ti fidi dell'attenzione che può prestare l'insegnante o non ti fidi, e nel secondo caso non vedo con quale spirito si decida di mandare un figlio in gita con persone di cui non ci si fida.
sull'effetto pedagogico della cosa, rimane un crederci o non crederci, però sinceramente l'esperienza in campo che vuoi o non vuoi ti fai dopo aver cresciuto 4 figli, ed esserti sperimentata in più direzioni, ho appurato che sopratutto oggi, in cui ci sono un miliardo di pericoli che ti possono colpire nei momenti più impensati, è bene che sin da quando si è piccoli si impari, primo a rispettare le regole e secondo a sviluppare un certo fiuto, cosa che fintanto che sei troppo dipendente sviluppi meno.
Viola sul primo punto me ne sbatto proprio, nel senso che che la maestra abbia o meno voglia di smazzarsi il problema telefonate non sono problemi miei.

Sulla validità della regola io non ho ancora capito: serve o no solo a quei bambini che potrebbero destabilizzarsi?Agli altri non serve, magari loro hanno la necessità opposta, quindi perchè considerare solo l'esigenza degli uni e non degli altri?

E hai ragione quando parli di indipendenza, dei danni che si creano con la troppa protezione, però qui si fanno passare quelle mamme che credono sia un loro diritto e dei loro figli garantire la possibilità di fare UNA telefonata al giorno come delle pazze ansiose da deridere.
E questo non mi sta bene, perchè una telefonata al giorno non mina l'autonomia dei figli e non danneggia nessuno.
Non si tratta di pretendere di sentire il proprio figlio ogni secondo o cose assurde del genere, allora ti avrei dato ragione.
E sono d'accordo sul fatto che il ruolo dell'insegnante vada rispettato, sono la prima a farlo, ma sono anche convinta che il rispetto e l'ascolto debba essere reciproco.
E sono anche per il rispetto delle regole, salvo però pretendere la debita spiegazione a avere la possibilità sacrosanta di contestare.
Non sempre le maestre hanno ragione tout court (nemmeno i genitori il confronto serve a questo), e a volte le contestazioni dei genitori servono a migliorarsi e a correggere il tiro.

Se mi dici che le maestre non possono smazzarsi una rogna simile e QUINDI la regola è imposta a tutti e basta io non ci sto.

Se mi spieghi il motivo pedagogico allora ci sto, ma ancora non mi è chiaro quale sia, avete parlato solo di alcuni bambini che potrebbero destabilizzarsi. E gli altri vengono ignorati, c'è dell'altro?Mi è sfuggito?
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