Intervenire o no?

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Gwen

Post by Gwen »

STEFYNA77 wrote:appunto !!! era questo che lui sottolineava...
che oggi i valori di ogni famiglia sono così diversi che si è proprio persa questa capacità di condividere la responsabilità di crescere i propri figli..

che se da una parte noi pretendiamo di educare DA SOLI i nostri figli, dall'altra giriamo la testa se qualcuno si comporta male, perchè "non è affar nostro"..e così si crea un circolo vizioso che porta molti adolescenti di oggi ad essere bulli ed a NON RISPETTARE LE REGOLE DELLA SOCIETA'.

Perchè molti adolescenti che ha in terapia, alla domanda "Perchè ti sei comportato così", rispondono " perchè ai miei sta bene" , fregandosene delle regole della società-

Se per la famiglia X non è importante se il figli imbratta il muro, e lo crescono con la convizione che non sia niente di grave, e glielo lasciano fare, e NESSUNO gli fa notare che il comportamento è sbagliato PER LA SOCIETA', perchè ognuno si fa i fatti propri,
eccoti un vandalo convinto di quello che fa.

E' un esempio eh ?
Beh ma è nella natura umana avere dei canoni anche diversissimi, e vivaddio da un lato che sia così ora.
Io trovo preoccupante la tendenza che si aveva un tempo di avere un'educazione standardizzata comune alla maggioranza delle famiglie, perchè una volta se è per questo si dava meno peso alle mani, alle urla, si consideravano giuste senza discussione le punizioni, quello che diceva la maestra o peggio, l'adulto, QUALUNQUE adulto era giusto,e non perchè riflettevi bene su quanto detto/fatto dall'adulto e sulla situazione a 360° gradi ma perchè si credeva erroneamente che contraddire l'adulto fosse sbagliato e punto, e le esigenze e gli stati d'animo del bambino nonchè i particolari di ogni singola situazione venivano posti in secondo piano.

Questo secondo te è qualcosa da rimpiangere?
per me no.
Poi certo c'è il risvolto della medaglia, cioè che a maggior riflessione e decisione soggettiva senza uniformarsi in partenza ad una edcuazione standard corrisponda anche un minor intervento di altri nelle famiglie altrui, ma tanto sono ben convinta che non sia certo un esterno a cambiare di fondo una situazione fortemente compromessa da due genitori debosciati.
E che comunque le figure preposte ad intervenire entro certi limiti comunque, ci siano già perchè sono in qualche modo e ambito delegate dai genitori, vedi lo zio o la maestra, ma di certo non un genitore altrui al parco.
Musci

Post by Musci »

ma guarda, a me è capitato un episodio del genere qualche giorno fa: la sophy era sullo scivolo e stava per scendere, quando è arrivato un bambino che l'ha spinta così, senza motivo. A me è venuto spontaneo dire a questo bambino che non si spinge, quando subito arriva la madre e ripete al bambino che non si spinge e, passando poi dietro di me mi dice "gliele dico io le cose" e se ne è subito andata. Sono rimasta un pò così, inebetita, non me l'aspettavo che mi dicesse questo, quindi non ho detto niente, ma un pò me la sono presa...
Ero lì, tu non c'eri, gliel'ho detto io a tuo figlio subito dopo la spinta, non ci trovo niente di male sinceramente, non è che ho pensato a guardare se c'era la madre per poi decidere se intervenire o meno! Non ho urlato al bambino, gli ho semplicemente detto che non si spinge! Non ci trovo niente di male.
moon373

Post by moon373 »

Gwen wrote: Poi certo c'è il risvolto della medaglia, cioè che a maggior riflessione e decisione soggettiva senza uniformarsi in partenza ad una edcuazione standard corrisponda anche un minor intervento di altri nelle famiglie altrui, ma tanto sono ben convinta che non sia certo un esterno a cambiare di fondo una situazione fortemente compromessa da due genitori debosciati.
E che comunque le figure preposte ad intervenire entro certi limiti comunque, ci siano già perchè sono in qualche modo e ambito delegate dai genitori, vedi lo zio o la maestra, ma di certo non un genitore altrui al parco.
Per me questo è un bene!
Non concordo affatto su un modello educativo "comune": non mi sento affatto portata a seguire una "massa" e fare come dice.
E' giusto che ogni individuo abbia i suoi punti di riferimento: se così non fosse non ci sarebbe più la possibilità di confronto e crescita personale: saremmo tutti come soldatini!
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