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Chloe83 wrote:Sì ma non è normale invece. Soffire di dpp non è la normalità cui rassegnarsi, che tanto "ci passano tutte", è uno stato di malessere serio, che va curato.
Comunque mi sembra che questi articoli non arrivino, in genere, alla depressione post partum. Si fermano ai sentimenti ambivalenti e negativi verso il figlio, al baby blues, all'occasionale fatica o scoramento nell'accudire il neonato.
E questi sì che sono normali.
Per moltissime, anche per le mamme felici, per un'ora o due ogni tanto
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)
Comunque si, bisognerebbe scannerizzare l'articolo e leggerlo insieme.
Comunque su questi giornali abbiamo avuto da ridire anche in passato e sono spesso vittime di "checazzoscrivostamattina".
"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)
Lella wrote:ma la depressione ha diversi gradi e stadi, dire che è normale non sentirsi serene e contente da subito da puerpere non mi sembra un'esagerazione. Molte mamme si sentono così, l'abbiamo appurato anche qui sul forum, poi non ti so dare una percentuale, possiamo dire un buon 50%?
è verissimo.
Ma c'è il babyblues e c'è pure il "babyjazz".
E sostenere che chi passa il secondo mente non fa bene a nessuno.
I momenti difficili ci sono naturalmente.
I momenti in cui si avrebbe solo voglia di dare il bimbo a qualcuno e andare a dormire.
Ma se per molte non c'è la felicità immediata per altre c'è davvero (sarà un fatto ormonale in entrambi i casi?)
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"