Cos73 wrote:quelli che non hanno figli tutti quando si ergono a maestrini criticano le stesse cose: i vizi, il lettone, la "maleducazione"... poi per questa tipologia di persona tutti i bimbi, che prima erano carini e teneri, quando iniziano a parlare in modo spedito diventano petulanti... eccetera.
ecco cos, ti quoto nel punto della maleducazione, perchè ci pensavo proprio poco fa.
io dopo la nascita di mio figlio mi sono ricreduta su tante cose.
il lettone ad esempio.
che ho sempre considerato non un vizio, ma un'abitudine.
non una necessità.
e mi sono ricreduta, niente da dire.
sui vizi, idem. pensavo che tante cose lo fossero, e ora non lo penso più, vuoi per maggiore "cultura", vuoi soprattuto per esperienza.
ma sulla maleducazione, purtroppo, continuo a non cambiare idea.
partiamo dal presupposto che non parlo di bambini troppo piccoli (anche se il mio metro di valutazione sul piccolo o grande, causa inesperienza, è un po' impreciso).
parlo di bimbi già "grandini".
soprattutto adesso che ho ripreso a lavorare, non mi capacito di come certe cose possano venire tollerate da un genitore.
pulisco i bagni per la clientela, al lavoro.
pulisco la toilette, so che è pulita.
esco, entrano mamma e bambino (3 anni? 4? bo?)
io mi sposto a pulire l'altra.
escono, vado a ri-controllare la prima, tutta la pipì per terra.
oh, non do la colpa al bambino, di certo non l'avrà fatta a terra così tanto per.
ma a mamma? che le costa avvisarmi, invece di fuggire alla chetichella?
che messaggio passi a tuo figlio? che se sporchi devi far finta di non essere stato tu, invece che "assumerti la tua colpa" e offrirti di aiutare.
poi al tavolo.
non parlo del cibo che cade, quello cade anche a me che sono adulta.
però lanciano le patatine, fanno la cerbottana con la cannuccia, infilano il pane nel bicchiere della bibita e lasciano tutto sul tavolo.
sotto lo sguardo indifferente dei genitori.
io posso anche provare ad essere morbida, a dire "va bè, giocano".
ma il non intervento totale del genitore, che a mio avviso non dovrebbe impedire in toto, ma limitare, distrarre, o rimediare al caos finale,
insegna al figlio il non rispetto del lavoro altrui.
a me non piace.
per niente.
e non mi capacito.
ovviamente questo è un discorso generico, non fanno TUTTi così.
ma sono in tanti.
proprio tanti tanti, tutti i giorni. troppi per catalogarli come "caso isolato".