Io questo approccio in linea di massima lo condivido, condivido profondamente il concetto di camera sua come SUA e di rispetto per il suo (dis)ordine, che non sovvertirei passando e imponendo il mio ordine.Sheireh wrote:Io sono dell'idea che queste cose, se danno fastidio a ME ma non a loro, sono IO che le devo sistemare, loro vivono bene anche se stanno in disordine, no?
Per me il senso dell'ordine è innato ma non è molto utile. Io vivo in una casa disordinata e abbastanza sporca, e sto bene così. Mio marito la vive altrettanto. Arianna vedremo.
Ognuno se la sistema per quello che ritiene sia il suo necessario di ordine per viverla, negli ambienti in cui vive (e no, la camera di Arianna è sua, ricordo con orrore quando mia mamma mi spostava anche solo un peluche per spolverare, che ne sapeva lei di quanto poteva essere importante quella particolare posizione?).
Certo, se non trovi un oggetto perché è nel TUO casino, sono tutti cavoli tuoi. Ma proprio per questo io non ci metto mano, perché è compito tuo tenere da conto le tue cose. Ma se io riordinassi per caso in camera tua, avresti tutto il diritto di dire che non la trovi perché è colpa mia, perché ho messo ordine nel disordine dove tu sapevi dov'erano le cose.
Però, come ti poni sulle cose che, se lasciate fuori posto, poi io o il padre dobbiamo rifare daccapo? Chessò, ti metto i vestiti puliti e stirati in camera e tu non li riponi, di modo che quando poi vorrai metterli saranno da stirare di nuovo? Io son d'accordo che sia compito nostro stirare, non suo, ma nemmeno siamo i camerieri, insomma, un po' di rispetto per il lavoro che è stato fatto vorrei instillarglielo.
Dici di no?

