ma io su questo sono d'accordo ancora, non sto mica negando le diversità.Paola M. wrote:Ecco, io invece non parlo di VALORI, perché su quello io e mio marito siamo fortunatamente IDENTICI, mi separerei se fosse il contrario, parlo proprio di RUOLI, del padre che deve fare il padre e quindi porta un contributo MASCHILE all'educazione, e madre che deve fare la madre e quindi porta un contributo FEMMINILE all'educazione.
Tu hai frainteso, però, il discorso dei valori. Cerca di ascoltare senza avere già in mente cosa vuoi dimostrare.
I valori femminili che dicevo io sono proprio quelli che derivano dalla diversità, l'ascolto, il sapersi prendere cura degli altri eccetera.
Non sono esclusivamente femminili, perché ci sono delle differenze si, nel cervello, negli ormoni eccetera, ma non una separazione netta.
La divisione dei ruoli, utile nell'antichità e finché è stato necessario che il più forte procurasse il cibo e difendesse, e la donna accudisse la prole, ha accentuato queste differenze, le ha esasperate diciamo.
Ora non è più necessario, per cui se è utile che uno dei due sia più protettivo e l'altro spinga all'avventura, non è obbligatorio che siano un maschio e una femmina (anche se mediamente è ancora così, e in famiglia nostra è indubbiamente così ad esempio, tanto che se io travalico Irene mi riporta all'ordine ricordandomi che io sono quella dolce che fa le coccole e il papà è quello che gioca e scherza!).
Poi l'altro aspetto è che la cultura antropocentrica (maschiocentrica)aveva attribuito ai valori maschili maggiore valore, giudicando inferiori quelli femminili. Meno importanti.
Tanto che come dicevo c'è un movimento di pensiero di donne che praticamente vogliono uniformarsi agli uomini, dando per scontato che il progresso femminile passi dal rinnegare ciò che è più tipicamente femminile (parto, allattamento, cura dei figli).
I pratica la povera donna crede di migliorare la propria condizione liberandosi dall'essere donna e diventando esattamente come l'uomo.
La strada, secondo me, è un'altra: il riconoscimento dei valori femminili che dicevo prima. Il riconoscimento della loro utilità, del loro contributo positivo non solo dentro la casa ma anche fuori.
Il riconoscimento anche da parte dell'uomo, ma non nel senso di tollerarli, di dare qualche dirittino in più alle donne, ma anche di metterli in pratica loro stessi, e così come ci sono donne carrieriste e arriviste, ci siano anche uomini che si definiscano "mammi" senza vergogna, intendendolo in questo senso.
Non so se questo è in contraddizione con quello che posso aver detto mesi fa, so che su questo argomento sto continuando a leggere e riflettere, mesi fa ero ferma lì (ovvero che differenze fra maschie e femmine ci sono ed è giusto che ci siano, non è che bisogna negarle) ora forse vado oltre.
