ALZARE LA VOCE

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Gwen

Post by Gwen »

donnamara wrote:i propri figli sono diversi da quelli degli altri, io sò cosa vuol dire urlare e far paura alle mie, ma non sò in un'altra casa cosa voglia dire, potrebbero essere bimbi malmenati o terrorizzati
io non sono così e mi basta saperlo
Probabilmente hai la fortuna di avere figlie che non vivono in maniera terrorizzata gli urli, non più di tanto.
Ma io non posso sapere se la mia reagirebbe così, o se reagirebbe terrorizzata come me.
Ed io ero terrorizzata anche da un urlo, mica serviva essere malmenata.
E visto che non lo so non me la sento proprio di "fare le prove" sulla pelle di mia figlia perchè IO non so gestire la situazione in modo migliore. Il problema è il MIO non il suo, e spetta a me trovare un'alternativa, non a lei subire prove sbagliate.
E poi se una cosa la ritengo sbagliata e non mi viene, la ritengo sbagliata e non mi viene.
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Solange
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Post by Solange »

lenina wrote:Per me paura è quando qualcuno fa qualcosa perchè teme le conseguenze negative a non farla.

La nostra società è basata sulla paura, forse perchè ci hanno allevati così?

Possibile che per un lavoratore non esista metodo più efficace che la paura di essere mandato via (vedi contratti a termine)?
Possibile che per uno studente tutto giri intorno alla paura del voto?
Possibile che un bambino debba fare le cose per paura della punizione?

Razionalmente so che è così che funziona, me non riesco ad accettare che la società dipenda dalla paura del negativo piuttosto che dal desiderio di arrivare a qualcosa di positivo.
Questo spunto è interessante.

Tra l'altro oltre a basare tutto sulla paura non esiste il riconoscimenti dei meriti, se fai qualcosa di ben fatto è tuo dovere.

Prendo per esempio il regalo per la promozione o per un buon voto, i miei lo facevano ma venivano spesso redarguiti perchè in fondo quello era il nostro dovere e quindi non dovevamo ricevere regali.

Ma allora perchè invece le punizioni per un brutto voto?

E davvero la paura fa lavorare meglio, studiare di più, rigare più dritto?

Secondo me no, ti fa solo trovare degli escamotage per farla franca comunque. Se vieni beccato finirai male lo stesso però avrai comunque avuto la soddisfazione di fregare il tuo capo, tuo padre, l'insegnante.

E impari che comunque anche se le cose le fai bene non c'è nessun premio alla fine.
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[CENTER]www.mammedicorsa.blogspot.com
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[CENTER]Throw away your scale. Why should a number determine how you feel about yourself on any given day? And besides, scales are appropriate for fish, not women.
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lory76

Post by lory76 »

mamititty wrote:infatti Lory ti dò ragione, so di aver sbagliato e di aver perso l'autorevolezza ma in quel caso li mi sono sentita tra la padella e la brace...cosa dovevo fare? lasciarlo frignare finchè non si arrivava a casa oppure cedere? Ho ceduto ed ho sbagliato, pagandone le conseguenze adesso lui sa che con il pianto ottiene quello che vuole.

Ci stò lavorando moltissimo su questo, ma non è facile.


Adesso ho guardato anche l'eta' del tuo bimbo.

E' capitato così anche a me, partivo in quarta con il no ancora prima di ragionare se era una cosa così pericolosa , proprio così da meleducati ecc.

Bisognerebbe farsi una specie di "elenco mentale", in cui poi' rapportarsi nelle varie circostanze e decidere se dev'essere no, o meno.
Questo mi e' servito a non incanalare il mio rapporto con greta verso una guerra tra chi era piu' testarda.
Molto serve anche il prevedere le situazioni.
Il tuo e' ancora piccolo e penso che al supermercato sia facile che venga attirato dalle cose e ovviamente tutto non puo' toccare e avere.
Parti gia' preparata su questa cosa, cerca di capire dove sono le cose che piu' lo attirano e incanala i tuoi acquisti basandoti su questo.
Ti faccio un'esempio: vedi che a lui piace molto la corsia dei detersivi tutti colorati, fagli capire che dopo aver riposto la pasta e il riso nel carrello correrete su quella corsia a vedere tutti i colori e qualcosa potrete prendere.
Io le lasciavo mettere nel carrello qualcosa che a lei piaceva, poi nella confusione o durante una distrazione lo riponevo se a me non serviva.

Questo rende complici e aiuta molto nel rapporto.
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