Caterina io pero' ancora non ho capito quando siamo vittime e quando siamo carnefici.caterina wrote:Beh però credo teresa che tu sia un caso unico o raro.
Non credo che in un ateneo italiano presentarsi con un piccolo al seguito sia così ben visto.
Da qualche parte questa voraggine culturale deve cominciare ad arginarsi.
E se non partiamo da qui, da un covo di mamme disperatamente mamme, da dove vuoi che cominci?
Cioe' se nemmeno tra noi, che abbiamo bisogno quotidiniamente di coniugare tempi, necessita', bisogni, desideri, ci capiamo, mi chiedo come sia possibile che ci capiscano gli altri.
Ora non vorrei passare per il fenomeno di turno, pero' non piu' tardi di ieri pomeriggio sono andata a fare una visita sportiva (elettrocardiogramma sotto sforzo)
Avevo con me le mie figlie + due amichette.
Mi sono presentata e gli ho detto "che piu' sforzo di cosi' non si puo'".
Il dottore ha sorriso (non lo conoscevo, non sapevo chi fosse) e ci ha fatto accomodare.
Secondo me e' buon senso.
Esistono bambini decisamente piu' invasivi, pero' trovo piu' imbarazzate la pretesa di gestione dei genitori, che non i bambini.
I bambini raramente imbarazzano.
Odio, terribilmente odio, chi ti invita ad un matrimonio e ti dice che i bambini non sono graditi.
Non mi e' mai capitato, ma e' capitato a persone che conosco.
Io non andrei MAI e sicuramente non frequenterei gente che organizza matrimoni
SIMBOLO di FAMIGLIA
escludendo i bambini.
MI sembra una contraddizione in termini, oltre che un'oscenita'.
